Il rapper è stato fermato dopo un controllo all’alba: nell’appartamento trovati droga, un’arma con matricola abrasa e munizioni.
Milano – Alba da incubo per Tony Boy. Il rapper padovano classe ’99, al secolo Antonio Hueber, è finito dritto in manette a due passi da Piazza Ferravilla.
Tutto è iniziato all’alba, verso le cinque di mattina: un normale pattugliamento della volante incrocia l’auto con a bordo il cantante e un suo conoscente sudanese di 32 anni. Gli agenti si avvicinano per un controllo di routine, ma da lì a poco la situazione prende una piega surreale. La scusa dei documenti lasciati nell’appartamento, la camminata verso il portone e poi… click. I due svicolano in casa chiudendosi il cancello alle spalle e lasciando la polizia a bocca asciutta. Nemmeno il tempo di capire il bluff che i due si affacciano dal balcone urlando che le carte erano invece rimaste in macchina.
Un teatrino che ha subito insospettito gli agenti. Una perquisizione al veicolo fa saltare fuori un involucro di cocaina, facendo scattare l’irruzione nell’immobile nonostante il tentativo del rapper di fare sbarramento sulla porta.
Lì il 26enne gioca la carta dell’attacco mediatico e fa partire una diretta social che diventa virale nel giro di pochissimi minuti: “Ho 15 sbirri in casa, dov’è il mandato?”. Gli inviti della polizia a spegnere il telefono cadono nel vuoto, mentre il setaccio delle unità cinofile porta a galla una realtà pesantissima. Tra i mobili spuntano grammi di cocaina, hashish, marijuana e un bilancino di precisione, ma il pezzo forte da codice penale è nascosto poco distante: una pistola calibro 6.35 con matricola abrasa, caricatore pronto con sette colpi e altre 41 cartucce sfuse.
Un quadro che va ben oltre la solita bravata o il cliché del bad boy da classifica. Se per l’amico 32enne è scattata soltanto una denuncia per resistenza, per Tony Boy i guai sono seri: arresto per spaccio e armi clandestine, più un carico di denunce che va dalla ricettazione al trattamento illecito dei dati.