Con i prezzi alle stelle, chi vive sul confine scappa a fare rifornimento in Slovenia e Austria. La Svizzera, invece, è una trappola.
Milano – C’è chi, prima di partire per le ferie, controlla il meteo. E chi, ormai, tiene d’occhio la frontiera più vicina. Perché con la benzina che sfiora i due euro al litro e il gasolio che in autostrada ha già toccato i 2,173 euro, riempire il serbatoio è diventato un salasso da far tremare i polsi. Così, negli ultimi giorni, migliaia di automobilisti che vivono a un passo dal confine hanno riscoperto un’antica abitudine: il pieno lo si fa dall’altra parte, dove costa meno.
A far esplodere i prezzi è la guerra in Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, il collo di bottiglia da cui passa una fetta enorme del petrolio mondiale. Negli ultimi sei mesi i carburanti sono cresciuti in modo vertiginoso e nemmeno i tagli delle accise decisi dal governo sono bastati a fermare la corsa. Anzi: quel piccolo sconto sul gasolio, prorogato fino al 25 agosto, è già stato divorato dai rincari, e presto svanirà del tutto.
L’allarme più cupo arriva da FederPetroli. Il presidente Michele Marsiglia non usa giri di parole: se la crisi in Medio Oriente non cambia, nel giro di pochissimi mesi il gasolio in autostrada potrebbe arrivare a 3 euro al litro. “Se continua così si potrebbe arrivare a uno stravolgimento”, avverte, con il Brent che viaggia sui 92-93 dollari al barile.
In questo scenario, gli italiani del Nord-Est e del Nord-Ovest guardano oltre le Alpi. E i conti, dati alla mano, parlano chiaro. Il paradiso è la Slovenia: qui la benzina costa in media 1,582 euro, quasi mezzo euro in meno rispetto alla media italiana, e il diesel si ferma a 1,856 euro, oltre 30 centesimi più conveniente. Su un pieno da 50 litri il risparmio arriva a sfiorare i 30 euro: una cena per due.
Conviene anche l’Austria, dove la verde si aggira sui 1,795 euro e il gasolio sui 2,043 euro, entrambi sotto i valori nostrani. La Francia offre un piccolo sconto sulla benzina (1,997 euro), ma sul diesel (2,199 euro) siamo lì, se non peggio.
L’unica frontiera da evitare è la Svizzera: qui il pieno è una stangata persino per gli standard italiani. La benzina veleggia sui 2,110 euro e il gasolio sfonda quota 2,347 euro, quasi 17 centesimi in più rispetto a casa nostra.
Intanto le associazioni invocano aiuto. Le piccole imprese della Fapi auspicano nuovi interventi sulle accise, il Codacons chiede di prorogare lo sconto ed estenderlo anche alla benzina. Perché mentre la politica discute, il serbatoio si svuota e il portafoglio pure. E per chi abita lontano dai confini, purtroppo, non resta che pagare.