Enorme boato a Colleferro, la fabbrica di munizioni salta in aria

In cielo si è levata una densa nube nera; vigili del fuoco in azione.

Roma – C’è un boato che squarcia il pomeriggio d’agosto e fa tremare i vetri delle case. Sembra un colpo di cannone, ma non è un’esercitazione: è la fabbrica di munizioni che salta in aria. È successo oggi, giovedì 13 agosto, poco dopo le 15, dentro lo stabilimento Simmel Difesa di Colleferro, alle porte di Roma, l’impianto che tutti conoscono ancora con il vecchio nome ma che oggi si chiama KNDS Ammo Italy. Una fortissima esplosione, preceduta da un incendio, ha fatto scattare l’allarme nell’area di località Quarto Chilometro, lungo la strada che collega Colleferro ad Artena.

A dare per primi l’allarme sono stati i residenti della zona, svegliati di soprassalto da un rumore che nessuno, da queste parti, potrà dimenticare. In tanti hanno raccontato di aver sentito distintamente il boato arrivare dallo stabilimento, seguito da una colonna di fumo visibile a grande distanza. Sul posto sono accorse diverse squadre dei vigili del fuoco. Secondo fonti dei soccorritori, non ci sarebbero feriti né persone coinvolte nell’esplosione.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incidente si sarebbe verificato nel reparto “pressatura polveri”, il cuore più delicato dell’impianto, dove si lavorano le materie che alimentano proiettili e cariche. Al momento non ci sono informazioni ufficiali sulle cause che hanno innescato prima il rogo e poi la deflagrazione. Il fatto che l’esplosione sia partita da un incendio fa pensare a un guasto o a un principio di combustione sfuggito di mano, ma è ancora presto per qualsiasi certezza.

Non è un capannone qualsiasi quello andato a fuoco. La Simmel Difesa, oggi KNDS Ammo Italy S.p.A., appartiene al colosso franco-tedesco degli armamenti KNDS e ha il suo quartier generale proprio a Colleferro, in via Ariana. È uno dei siti industriali più strategici d’Italia per la difesa: qui si producono munizioni di medio e grosso calibro per l’esercito, la marina e l’aviazione, spolette avanzate e persino combustibili solidi per i vettori spaziali. Un secolo di storia industriale e, secondo lo stesso gruppo, forniture di munizioni a oltre 40 Paesi nel mondo.

Proprio per questo la paura, tra la gente di Colleferro, corre più veloce delle notizie ufficiali. Una città che con le esplosioni ha un conto aperto nella memoria, e che oggi torna a guardare con il fiato sospeso quella fabbrica che dà lavoro a centinaia di famiglie ma che custodisce, dietro i cancelli, tonnellate di materiale pronto a diventare fuoco.