Marco Barsi, 50 anni, è stato colto da un malore a fine turno in uno stabilimento di Forte dei Marmi.
Forte dei Marmi – Ci sono morti che sembrano appartenere a un’altra epoca e che invece raccontano, con crudele precisione, l’estate più rovente di sempre. È accaduto a Forte dei Marmi, il salotto vip della Versilia, dove lo chef Marco Barsi si è accasciato nella cucina dello stabilimento balneare che lo aveva assunto per la stagione. Aveva 50 anni, un sorriso che tutti a Strettoia ricordano e la valigia da poco riposta dopo un ritorno a casa lungo vent’anni. A tradirlo, con ogni probabilità, è stato il colpo di calore.
Il dramma si è consumato poco dopo le 17, nel momento in cui il pericolo sembrava ormai alle spalle. Marco aveva finito il servizio e stava sistemando la cucina come ogni sera. Si era chinato per pulire il pavimento da olio e residui di lavorazione quando ha iniziato a sudare in modo anomalo, copioso, innaturale.
Il titolare dello stabilimento si è accorto subito che qualcosa non andava: lo ha fatto sedere, ha chiesto aiuto, ha chiamato i soccorsi. Ma Marco farfugliava, non riusciva più a parlare. Poi si è come addormentato e non ha più ripreso conoscenza. Trasportato in codice rosso all’ospedale Versilia, è stato sottoposto a ogni cura possibile, persino a una trasfusione. I medici hanno lottato per ore. Il suo cuore si è fermato all’una di notte, otto ore dopo il malore.
Marco non aveva mai avuto problemi di salute, se non un po’ d’asma da ragazzo. Nulla lasciava presagire una tragedia simile. Era tornato in Toscana nel settembre 2025, dopo aver trascorso circa vent’anni a Seligenstadt, in Germania, dove era approdato per una sola stagione ed era rimasto due decenni, crescendo da cameriere di sala fino a diventare chef. “Aveva deciso di tornare in Italia perché non si trovava più bene e aveva nostalgia di casa”, raccontano i familiari.
La sua morte ha riacceso i riflettori sulle cucine bollenti dei ristoranti, ambienti angusti e spesso privi di climatizzazione dove d’estate le temperature diventano insostenibili. Un allarme che il settore della ristorazione lancia da tempo e che oggi ha il volto di un 50enne stroncato mentre lavorava.
Marco lascia il padre Marcello e il fratello Massimiliano; la mamma Mirta era scomparsa da tempo. La salma è stata composta alla Croce Bianca di Querceta. “La sua prematura scomparsa lascia un vuoto profondo – scrive la Pro Strettoia -. Era una persona dall’animo buono, sempre presente. Buon viaggio Marchino, non ti dimenticheremo mai.”