Schengen sospeso tra Italia e Spagna: partono i controlli

Le verifiche, che interessano anche il trasporto marittimo, riguardano i cittadini extra-Ue e non l’intera platea dei passeggeri.

A precisare la portata reale della misura della sospensione momentanea del trattato di Schengen con la Spagna, reintroducendo i controlli alle frontiere, sono state fonti della polizia spagnola, che a El Pais hanno spiegato come le verifiche non riguardino i cittadini italiani in quanto tali, ma servano a individuare persone provenienti da Paesi extra Unione europea eventualmente salite a bordo di voli partiti dall’Italia; le forze dell’ordine possono inoltre incrociare i dati Pnr, le informazioni di prenotazione, per decidere se controllare tutti i passeggeri di un volo o solo una selezione.

Lo stesso criterio vale specularmente per i controlli italiani sui viaggiatori in arrivo dalla Spagna, rivolti ai cittadini di Paesi terzi. Sul piano pratico, ogni volo viene presidiato da due a quattro agenti che verificano tra il 5 e il 10% dei passeggeri – in media 15 persone sugli aerei di medie dimensioni, 25 su quelli più grandi – direttamente all’uscita del ponte di imbarco o ai piedi della scaletta, senza deviare i flussi verso aree dedicate; a questa attività sono impegnati circa cento agenti della Polizia Nazionale spagnola.

Alla base della misura c’è la tensione diplomatica esplosa dopo l’arrivo a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa, di migliaia di migranti marocchini nei giorni scorsi. Il governo italiano ha risposto sospendendo per un mese l’applicazione dell’accordo di Schengen nei confronti dei cittadini extra-UE provenienti dalla Spagna, e Madrid ha reagito in modo speculare, reintroducendo dalla mezzanotte dell’8 agosto controlli temporanei alle frontiere per chi arriva dall’Italia. I controlli spagnoli sono scattati negli aeroporti di Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat per estendersi nel giro di poche ore a Siviglia, Malaga, Bilbao, Alicante e Valencia, con l’annuncio di un’ulteriore estensione agli scali di Baleari e Canarie; sul fronte italiano risultano coinvolti soprattutto Fiumicino, Ciampino, Malpensa, Napoli, Venezia e Firenze, mentre le verifiche interessano anche il trasporto marittimo, con controlli a campione previsti pure sulle navi da crociera in arrivo dall’Italia.

Le code registrate nei primi giorni hanno fatto discutere, ma sia la polizia spagnola sia il ministero del Turismo italiano assicurano che non ci sono ripercussioni significative sui flussi di viaggiatori, trattandosi di una misura circoscritta ai soli cittadini extra Ue. La Farnesina, dal canto suo, ha rafforzato l’assistenza consolare per i connazionali in Spagna, aggiornando la pagina dedicata sul portale Viaggiare Sicuri e attivando il canale WhatsApp “Unità di Crisi – Spagna”, oltre alla sala operativa dell’Unità di Crisi attiva 24 ore su 24, al servizio Aci e ai contatti diretti dei Consolati generali d’Italia a Madrid e Barcellona e del Vice Consolato di Arona, a Tenerife. Restano invariati i normali requisiti d’ingresso: passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio per tutta la durata del soggiorno.