Strage sulla Terni-Rieti, salgono a sette le vittime

Massimiliano Cherubini era sul bus con la moglie Stefania, deceduta nell’impatto. Le due figlie salve in ospedale.

Terni – Massimiliano Cherubini, 58 anni, romano, si è arreso questo pomeriggio nella terapia intensiva del Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove era ricoverato in condizioni disperate per un gravissimo trauma cranico. Con lui salgono a sette le vittime del terribile incidente avvenuto domenica 2 agosto sulla superstrada Terni-Rieti, all’altezza di Colli sul Velino, quando un camper e un bus navetta si sono scontrati frontalmente in una manciata di istanti fatali.

Cherubini viaggiava sulla navetta della Cascata delle Marmore insieme alla sua famiglia. Al suo fianco c’era la moglie, Stefania Laurenzi, che nell’impatto ha perso subito la vita. Un destino crudele che ha spezzato una coppia nel giorno di una gita spensierata. Le due figlie, di 21 e 27 anni, sono ricoverate anche loro a Perugia, ma per fortuna non sono in pericolo di vita: dovranno crescere portando dentro il vuoto di entrambi i genitori.

La dinamica resta agghiacciante. Il camper, che procedeva in direzione Terni, avrebbe invaso la corsia opposta, centrando in pieno il pullman diretto alla cascata. L’urto ha sventrato la cabina di guida del bus, uccidendo sul colpo l’autista Federico Romualdi, 49 anni di Terni, da poco assunto dalla ditta Troiani: lascia la moglie e due figli. Distrutto anche il camper, sul quale sono morti Giampiero Colasanti, 68 anni, artigiano di Narni conosciuto da tutti come «Scintilla» e anima della Corsa dell’Anello, e la compagna Daniela Bellanca, 62 anni. Tornavano da un raduno di bikers in Abruzzo.

Sulla navetta hanno perso la vita anche i coniugi Graziella Baldini e Paolo Cosci, di Massa, di ritorno da una gita in Umbria. In tutto oltre trenta feriti, alcuni gravissimi.

La Procura di Terni, guidata dal procuratore capo Antonio Laronga, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale plurimo contro ignoti. Gli inquirenti hanno già sequestrato il video di una dash cam che potrebbe chiarire l’esatto momento dello schianto, mentre domani saranno eseguite le autopsie sui corpi dei due conducenti. Tra le ipotesi al vaglio un malore, un colpo di sonno, un guasto o una manovra azzardata, in un tratto di curva a scarsa visibilità dove il maltempo di quelle ore potrebbe aver avuto un ruolo decisivo.