Sette italiani della Brianza sono morti nello schianto di un piccolo aereo turistico in Perù. Tre erano ragazzi tra i 18 e i 24 anni.
Nazca (Perù) – Erano partiti insieme, come tante altre volte, con la valigia piena di sogni e la stessa fame di mondo. Due famiglie di amici della Brianza, legate da anni e unite anche nell’ultima, fatale vacanza. A riportarle a casa saranno sette bare. È il bilancio straziante dello schianto aereo avvenuto sabato 1 agosto sopra le celebri Linee di Nazca, nel sud del Perù, dove un piccolo Cessna della compagnia Aerodiana si è disintegrato al suolo portando con sé tutti i suoi 13 occupanti. Sette italiani, due tedeschi, due spagnoli e i due piloti peruviani: per nessuno di loro c’è stato scampo.
Il velivolo, un Cessna 208B Grand Caravan, era partito dall’aeroporto Maria Reiche di Pisco, diretto al sorvolo del misterioso sito archeologico patrimonio dell’Unesco. Circa un’ora dopo il decollo, alle 13:01, il pilota ha lanciato la richiesta di emergenza. Poi il silenzio, e i contatti persi con la torre di controllo. L’impatto è stato violentissimo: le fiamme hanno avvolto la carcassa dell’aereo prima ancora che i soccorritori potessero avvicinarsi. Quando sono arrivati, hanno trovato solo lamiere annerite e la certezza che nessuno fosse sopravvissuto.
A spezzare per prima il velo del dramma sono state due comunità della Brianza. Da Monza la famiglia Gianturco: papà Paolo, 59 anni, senior partner di Deloitte e figura di primo piano nel mondo della consulenza bancaria; la moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, dirigente e fondatrice di una società di ricerca di personale; e i due figli, Matteo, 24 anni, e Pietro, appena 18, il più giovane tra le vittime. Da Seregno la famiglia Angelucci: Massimo, 58 anni, imprenditore della meccanica, la moglie Elena Sala, coetanea, e il figlio Lorenzo, 24 anni, laureato da pochissimo al Politecnico di Milano.
“Erano ragazzi con la sete di conoscere posti nuovi, con il gusto di scoprire insieme popoli e civiltà diverse”, ha ricordato commosso il sindaco di Monza, Paolo Pilotto. Gli ha fatto eco il primo cittadino di Seregno, Alberto Rossi: “L’intera città è sconvolta da questa vicenda”. Un dolore che ha travolto anche il mondo del lavoro: “È una tragedia immensa che sconvolge tutta la nostra grande famiglia“, ha dichiarato l’amministratore delegato di Deloitte, Fabio Pompei, ricordando in Paolo Gianturco “un grande innovatore” e “una persona che ha saputo ispirare tanti giovani”.
Con gli italiani hanno perso la vita anche i coniugi tedeschi Andreas e Gertrud Maria Hofmann, 78 e 77 anni, e gli spagnoli Alfredo Avilés Muñoyerro e Ana Isabel Sánchez Muñoz, entrambi 52enni, che lasciano una figlia di 21 anni. Sul luogo dell’incidente si è attivata l’Ambasciata d’Italia a Lima, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha seguito la vicenda ora per ora. “Profondo cordoglio”, ha scritto la premier Giorgia Meloni, esprimendo “la più sincera vicinanza in questo momento di immenso dolore”.
Ora i corpi delle vittime riposano nell’obitorio di Ica, in attesa delle analisi del Dna disposte dal procuratore incaricato delle indagini. Tra le ipotesi al vaglio della magistratura peruviana c’è quella del maltempo: nelle ore precedenti forti raffiche di vento avevano flagellato la regione, provocando la caduta di alberi e la sospensione temporanea delle operazioni aeree. Ma per due famiglie di amici, che avevano attraversato mezzo mondo inseguendo la stessa passione, non c’è indagine che potrà mai restituire ciò che il cielo di Nazca ha inghiottito in pochi istanti.