Palazzina crollata, individuato un corpo sotto le macerie

Trovato il cadavere dell’imprenditore Carmelo Leone. Tra i 5 dispersi anche le sue sorelle. La Procura indaga per disastro colposo.

Messina – Una manciata di secondi, un boato, poi il nulla. Un intero palazzo si è sbriciolato come un castello di carte nel quartiere costiero di Pistunina, alla periferia di Messina, inghiottendo chi in quel momento lavorava o si trovava in casa. All’alba di venerdì 31 luglio i vigili del fuoco hanno individuato sotto le macerie il primo corpo senza vita, incastrato sotto un solaio: è quello dell’imprenditore Carmelo Leone. Sotto quel cumulo di cemento e polvere restano ancora cinque persone, e per loro è una disperata corsa contro il tempo.

Il dramma si è consumato la sera di giovedì 30 luglio, quando l’edificio – una costruzione della fine degli anni Ottanta – è collassato all’improvviso. Al piano terra una macelleria in ristrutturazione, al primo piano un grande bazar cinese, sopra le abitazioni dei proprietari. In pochi istanti tutto si è trasformato in una montagna di detriti.

I dispersi hanno un nome e un volto. Oltre a Carmelo Leone, ora tra le vittime, mancano all’appello le sue sorelle Sara e Rosa, il marito di quest’ultima Santino Magazzù e un domestico che era con loro, il cingalese Lhairu Warnakulasuriya. La quinta è una commessa del bazar, la messinese Alessandra Frazzica. I tre feriti accertati, uno in codice rosso, sono stati portati al Policlinico “Gaetano Martino”, dove è scattato il piano di emergenza e sono stati richiamati medici da altri ospedali.

È una corsa contro il tempo che non conosce sosta. “Sono lontane le fatidiche 36 ore che segnano poi la caduta, c’è ancora possibilità di vita”, ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco Michele Burgio, che coordina le operazioni con squadre speciali Usar, unità cinofile, droni e nuclei Saf. Le ricerche seguono le testimonianze e le piantine del palazzo, mentre un incendio covante tra le macerie rende ogni passo un rischio: basta un soffio d’ossigeno per riaccendere le fiamme.

Straziante l’appello lanciato dai familiari sui social. “Sono la figlia di Rosa Leone: mamma e papà sono ancora dispersi. Per piacere non chiamateli per non scaricare i loro cellulari, servono per le ricerche”, ha scritto Clelia Magazzù. Proprio dai telefonini i soccorritori tentano di risalire alla posizione dei sepolti, sperando di sentirne la suoneria tra i detriti.

“È stata una notte lunga per noi e per tutta la città”, ha detto commosso il sindaco Federico Basile. Sulle cause resta il massimo riserbo: la Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato, ha aperto un’inchiesta per disastro colposo, al momento a carico di ignoti. Il crollo sarebbe stato preceduto da un tremore, circostanza che allontana l’ipotesi dell’esplosione e fa propendere per un cedimento strutturale. Ma è ancora troppo presto per avere certezze. Intanto Pistunina trattiene il fiato, con gli occhi puntati su quel cumulo di macerie da cui, forse, può ancora arrivare un segno di vita.