La lite è esplosa per “futili motivi”: un fendente all’addome ha mandato in sala operatoria un uomo di 45 anni.
Rimini – Doveva essere un normale turno di lavoro, uno dei tanti nel pieno della stagione, con l’albergo preso d’assalto dai turisti in vacanza. E invece, nel giro di pochi istanti, la cucina di una struttura del litorale nord riminese si è trasformata nel teatro di un’aggressione feroce, con un coltello che ha squarciato la routine dei fornelli e mandato un uomo dritto in sala operatoria. Protagonisti due colleghi, entrambi aiuto cuochi: una ragazza di appena 21 anni e un uomo di 45, finito sotto i ferri con una prognosi di 40 giorni. Sarebbe potuta andare molto peggio.
Tutto si è consumato nella cucina del ristorante di un hotel della zona di Viserba, sul litorale a nord del capoluogo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della Stazione di Rimini Viserba, durante il servizio tra i due colleghi è divampata una lite violenta per motivi banali, quasi assurdi. Un diverbio come tanti, di quelli che nascono e si spengono in pochi secondi. Stavolta, però, la discussione è degenerata: nel pieno del confronto la giovane avrebbe afferrato un utensile da cucina e colpito il collega con un fendente all’addome.
L’uomo si è accasciato ferito tra le postazioni di lavoro. Soccorso immediatamente, è stato trasportato in codice d’urgenza al pronto soccorso dell’Ospedale Bufalini di Cesena, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. I medici, al termine dell’operazione, gli hanno diagnosticato una prognosi di 40 giorni, salvo complicazioni. Una ferita seria, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche.
I militari dell’Arma, arrivati sul posto pochi minuti dopo, hanno passato al setaccio la cucina, raccogliendo le testimonianze dei presenti per ricostruire l’esatta dinamica e capire cosa abbia fatto scattare quella furia. L’arma – pare un coltello da cucina – è stata sequestrata e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Al termine degli accertamenti la 21enne è stata denunciata a piede libero e dovrà rispondere di lesioni personali aggravate. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rimini, proseguono per chiarire ogni dettaglio di una lite che, per un soffio, non si è trasformata in tragedia.