Raffica di controlli in più aziende, scoperti 25 lavoratori in nero

Sono emersi 280mila euro di ricavi non dichiarati e irregolarità. Quattro attività sono state segnalate per la sospensione temporanea.

Pistoia – I finanzieri del Gruppo pistoiese e della Compagnia di Montecatini Terme, su input del Comando Provinciale di Pistoia, nonché valorizzando, peraltro, quanto emerso in seno alla Conferenza Provinciale permanente delle Pubbliche Amministrazioni in materia di illegalità e sfruttamento del lavoro sul territorio provinciale, tenutasi presso il locale Ufficio Territoriale del Governo di Pistoia, hanno intensificato, nel periodo estivo, l’esecuzione di plurimi controlli a contrasto del lavoro “nero” e/o irregolare.

In tale contesto, nell’ambito di 4 controlli, eseguiti su altrettante attività economiche, attive nel territorio della Valdinievole e della piana pistoiese, sono stati individuati, in totale, ben 25 lavoratori completamente in nero, cui devono aggiungersi 4 irregolari; è stata constatata l’evasione di circa 280 mila euro di ricavi non dichiarati, oltre all’applicazione di sanzioni amministrative in materia giuslavoristica per circa 200 mila euro.

Le attività di controllo, ormai costantemente indirizzate sulla scorta di specifiche analisi di rischio, hanno altresì valorizzato, per un verso, gli elementi ordinariamente acquisiti nell’ambito del quotidiano Controllo Economico del Territorio e, per altro verso, i paralleli costanti monitoraggi dei principali social media: l’economia sommersa online si è ormai consolidata come la nuova frontiera dell’evasione fiscale.

A tale ultimo proposito, uno dei controlli, proprio rilevato da screening online, ha riguardato un evento serale fortemente pubblicizzato attraverso note piattaforme social, promosso da un’associazione campana attiva nel mondo dell’event planning e organizzato in una struttura ricettiva della Valdinievole. L’accesso presso la struttura delle Fiamme Gialle montecatinesi restituiva, tuttavia, sul fronte della manodopera impiegata, tutt’altro che una regolare occasione conviviale, con l’impiego di 10 lavoratori privi della preventiva comunicazione di assunzione, di cui un bengalese presente sul territorio nazionale per soli fini umanitari e non avente alcun titolo abilitante al lavoro, oltre a ulteriori 4 lavoratori “a chiamata”, pure irregolari.

Nel medesimo ambito, sotto il profilo tributario, emergeva come il soggetto economico risultasse sconosciuto al fisco negli anni 2022 e 2023, con oltre 280 mila euro di ricavi non dichiarati all’Erario; sul fronte giuslavoristico, venivano applicate sanzioni amministrative per circa 130 mila euro nel massimo e, sul fronte penale, il titolare veniva segnalato alla locale autorità giudiziaria di Pistoia per l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e per la violazione delle norme di cui al Testo Unicosull’immigrazione.

Parallelamente, nell’area della provincia pistoiese confinante con la provincia di Prato, i finanzieri del Gruppo di Pistoia, anche sulla scorta della specificità economica e della vocazione imprenditoriale del territorio, concentravano le attività di analisi sul settore tessile e manifatturiero.

Anche in questo caso, nel corso di 3 controlli effettuati presso società gestite da soggetti di etnia sinica, individuate a seguito di specifiche analisi di rischio, emergeva una situazione di particolare allarme in termini di manodopera impiegata.

Nel dettaglio, oltre all’assenza di qualsiasi insegna o denominazione che consentisse l’individuazione delle singole realtà societarie, all’interno di anonimi capannoni industriali, si constatava la presenza, nel complesso, di ben 15 lavoratori “in nero”, tutti di origine cinese, di cui 10 addirittura privi del permesso di soggiorno e quindi clandestini sul territorio nazionale. Per uno di questi, ricorrendone i presupposti di legge, si procedeva ad immediata espulsione mediante accompagnamento presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Caltanissetta

Anche in tale occasione, dal punto di vista giuslavoristico, si applicavano sanzioni amministrative per circa 60 mila euro e, parallelamente, sul fronte penale, si è proceduto alla segnalazione alla competente autorità giudiziaria pistoiese di due dei tre titolari delle attività sottoposte a controllo, per l’utilizzo di manodopera clandestina.

Tutte e 4 le attività controllate sono state poi segnalate al locale Ispettorato Territoriale del Lavoro di Pistoia, per la sanzione accessoria della sospensione temporanea dell’attività imprenditoriale, in ordine all’impiego di personale “in nero” superiore al 10% del totale dei lavoratori subordinati presenti.