Donna di 35 anni trovata morta in casa: è giallo

Il cadavere è stato scoperto sul letto dal fidanzato. La porta era aperta, in cucina una sostanza sospetta: si indaga tra malore, veleno e soffocamento.

Como – Una porta d’ingresso lasciata aperta, una giovane donna distesa sul letto ancora vestita, e nessuna risposta al telefono da due giorni. È in questa scena sospesa e inquietante che si consuma il giallo di Claudia D’Amario, 35 anni, ingegnere chimico originaria di Pescara, trovata senza vita nel pomeriggio di venerdì 24 luglio nel suo appartamento di via Borsieri 2, nel cuore di Como. A fare la tragica scoperta è stato il fidanzato, che vive a Milano, insieme a due colleghi arrivati da Lugano: da giovedì la donna non rispondeva più a messaggi e chiamate, e quella mattina non si era presentata al lavoro senza avvisare nessuno.

Un silenzio anomalo, bastato a far scattare l’allarme. Poco dopo le 14, il gruppetto si è presentato davanti all’abitazione e ha trovato la porta socchiusa. Dentro, Claudia era già senza vita, riversa sul letto. Per il medico del 118 giunto sul posto non c’era più nulla da fare: la morte risaliva al giorno prima.

Ma è tutto ciò che circonda quel corpo a trasformare un decesso improvviso in un mistero. Durante il primo esame, il medico legale ha notato alcune ecchimosi che ora dovranno trovare una spiegazione. E in cucina gli investigatori hanno individuato una sostanza chimica non compatibile con l’uso alimentare domestico, oltre a una polvere non identificata lasciata accanto a una brocca d’acqua. Tutto è stato prelevato e sigillato in attesa delle analisi.

Le ipotesi restano tutte aperte. Si va dal malore improvviso al soffocamento per mano di una terza persona, fino all’avvelenamento da sostanze tossiche. Nessuna pista viene esclusa. A fare chiarezza sarà l’autopsia, con le annesse analisi tossicologiche, considerata l’esame decisivo per orientare le indagini.

Sul caso lavorano gli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica della Questura di Como, che mantengono il massimo riserbo. In questura sono già stati ascoltati diversi testimoni: il fidanzato, i due colleghi di Lugano – tra cui una delle migliori amiche della vittima – e altre conoscenti. Una di loro aveva da poco trascorso con Claudia una vacanza a Ibiza e progettava un nuovo viaggio ad agosto.

La notizia è arrivata come una scure anche a Torrevecchia Teatina, nel Chietino, dove vive il padre Maurizio, medico. Claudia, che abitava a Como da dicembre, aveva lasciato l’Abruzzo da anni per costruirsi una vita tra la Lombardia e la Svizzera. Ora quella vita si è spezzata in una stanza silenziosa, e a parlare restano solo gli accertamenti della polizia.