Il varano che semina il panico nei campi di Brescia

Avvistato tre volte in due settimane tra Montichiari e Calcinato, il sindaco firma l’ordinanza: vietato camminare a piedi.

Brescia – “Un serpente con le gambe, lungo come un badile”. Così l’ha descritto chi se l’è trovato accanto nella notte, seduto tra le zolle come fosse il cane di casa. Ma quel rettile che da giorni si aggira nelle campagne tra Montichiari e Calcinato, nel Bresciano, non è affatto un animale domestico: è un varano, un lucertolone che può superare i venti chili, e la sua presenza ha spinto il sindaco a firmare un’ordinanza che vieta di circolare a piedi nella zona. Un caso che ha del clamoroso e che tiene con il fiato sospeso un intero territorio.

A confermare tutto è stato il primo cittadino di Montichiari, Marco Togni, che sui social non ha usato giri di parole: la fotografia rilanciata dalla pagina Instagram Orgoglio Bresciano “è vera, scattata alle 2.39 del mattino del 17 luglio. E non si tratta nemmeno del primo avvistamento: altri due episodi, nella stessa area, risalgono a circa 15 giorni prima. Il sindaco era stato allertato domenica scorsa dagli amministratori della pagina, che avevano raccolto la segnalazione di alcuni agricoltori della zona.

Il dubbio, nei giorni scorsi, era che potesse trattarsi di un innocuo tegu argentino. A sciogliere ogni incertezza è stato un veterinario esperto di rettili, responsabile di un noto zoo, chiamato dal sindaco durante il sopralluogo compiuto con i Carabinieri della Forestale, la Polizia Provinciale e la Polizia Locale. Il verdetto è netto: si tratta di un esemplare di Varanus salvadorii, il cosiddetto varano coccodrillo, una delle lucertole più lunghe al mondo, originaria della Nuova Guinea. Una specie che “può arrivare anche a 20 chili di peso e contiene delle ghiandole con una minima quantità di tossine, quindi va maneggiato con cura”.

Il varano si aggira nelle campagne tra Montichiari e Calcinato. Foto Facebook/Marco Togni Sindaco di Montichiari

Vista la pericolosità di un esemplare libero e a caccia di cibo, Togni ha deciso di emettere un’ordinanza di divieto di circolazione a piedi lungo le strade dell’area interessata, a sud della strada Colomberino-Castellina, esattamente sul confine tra i due Comuni. “Non sappiamo se il varano è ancora presente. Sappiamo però che lo era una settimana fa”, ha scritto il sindaco, che ha sentito anche il Prefetto. Per circa dieci giorni il territorio sarà setacciato con trappole e droni, con l’obiettivo di catturare il rettile ed evitare che possa riprodursi. Coinvolto anche il sindaco di Calcinato, trattandosi di una zona di confine.

Non sono mancate le battute amare del primo cittadino. Interpellato su come l’animale sia arrivato fin lì, Togni ha assicurato che di certo “non ha preso il biglietto aereo”, per poi ironizzare che tra Covid, rincari energetici e ora il varano “non mi sono fatto mancare nulla”, dicendosi pronto, entro la fine del mandato, anche a “lo sbarco degli alieni”.

Resta il mistero sull’origine. A fotografare per primo l’animale, nella notte tra il 16 e il 17 luglio, è stato Bhawan Dhanoa, operaio addetto all’irrigazione dei campi di mais tra Montichiari e Lonato del Garda. L’uomo ha raccontato di aver pensato che fosse l’animale domestico di qualcuno, perché gli si era seduto accanto “proprio come farebbe un cane o un gatto di casa”, senza mai tentare di attaccarlo. Convinto che il varano sia stato abbandonato da un privato e che da solo non sappia sopravvivere, ha lanciato un appello: “Se qualcuno riuscisse a trovarlo, per favore lo porti in uno zoo o in un centro di recupero. Non fategli del male. Un’ipotesi, quella dell’esotico lasciato libero, che gli esperti considerano la più probabile: il varano coccodrillo è una specie tropicale, che nelle campagne lombarde non potrebbe cavarsela a lungo da sola.