Teatro Fontana, al via la stagione 2026-27: il nuovo cartellone

Il “Nemico” è il filo conduttore di un programma tra i grandi classici e le nuove drammaturgie, tra produzioni, ospitalità e sperimentazione.

La stagione 2026-27 attraversa figure spezzate, città ferite, famiglie in guerra, eroi che diventano mostri, amori trasformati in campi di battaglia. Da Jekyll e Hyde a La Città dei vivi, da Accabadora della Murgia a L’amante di Pinter, da I Sette a Tebe di Eschilo a 1984 di Orwell, da Casa di Bambola a Macbeth, da Lo zoo di vetro di Williams a Il Piacere di D’Annunzio, da Hitler agli Androidi: il nemico è una frattura interna, è una domanda spietata, una macelleria del cuore. Senza di lui, chi sono? 

CHIOSTRI SUITE – Nei Chiostri Bramanteschi del Teatro Fontana la stagione si apre nel segno simbolico di una Triade, un attraversamento delle tre fonti archetipiche del pensiero umano: religione, poesia, filosofia. Tre soglie: il sacro, l’arte, il pensiero. In ognuno il Nemico è una forza interna, originaria. Dalla tavola sacra dell’Ultima Cena, dove è il tradimento che nasce dentro la comunità, l’intimità che si spezza mentre si condivide il pane; alla parola poetica di Pier Paolo Pasolini, dove è l’oscurità del presente, il conformismo che svuota lo sguardo; fino al pensiero radicale di Michelstaedter, dove il nemico è la retorica che persuade al male, la parola che sostituisce la verità. 

Dal 10 al 13 settembre la stagione si apre con Passio di di Raul Iaiza, erede del magistero di Grotowski. Attorno alla tavolata del “grande tradimento” di Giuda, pubblico e attori condividono il cibo in un rito laico che intreccia canti francescani, paraliturgie popolari e Vangeli Apocrifi. Il nemico è già seduto a tavola: non viene da fuori, nasce dalla comunità che rende possibile il sacrificio. Dal 17 al 20 settembre i Chiostri ospitano Luce di Instabili Vaganti, dai versi di Pier Paolo Pasolini: un concerto-spettacolo che rompe i confini della scena e si trasforma in un’esperienza immersiva con video-mapping che riscrive gli archi e le architetture dei Chiostri Bramanteschi di Santa Maria alla Fontana. Dal 24 al 27 settembre Peitho, progetto di e con la pluripremiata Federica Fracassi sul testo di Irene Petra Zani: 1910, un giovane filosofo rifiuta la Prima Guerra Mondiale e invoca Peitho, la dea greca della Persuasione, che istigò l’uomo alla guerra fin dai tempi di Troia. Carlo Michelstaedter, moderno Oreste, si domanda: è possibile non obbedire alla violenza? 

NUOVE PRODUZIONI E REPERTORIO – La stagione conferma la vocazione produttiva di Elsinor ad affidare la scena a sguardi autoriali capaci di interrogare il presente attraverso linguaggi contemporanei. Nelle produzioni 2026-27 il Nemico assume la forma più angosciante e radicale: non è il volto di un avversario esterno ma una presenza che si annida nelle relazioni più intime, nelle strutture del desiderio, nei legami familiari e nelle contraddizioni dell’identità, insinuandosi nel rapporto con sé stessi, con i genitori, con i fratelli, con chi si ama. 

Due le nuove produzioni, affidate a due tra le voci più interessanti della scena contemporanea italiana: Fabio Condemi e Giovanni Ortoleva. Ad affiancarle, in chiusura di stagione, un nuovo studio performativo firmato da Ivonne Capece

Dal 10 al 15 novembre inaugura idealmente il percorso sul Nemico Lo strano caso del Dr Jekyll e del Signor Hyde, coprodotto con Compagnia Umberto Orsini, La Fabbrica dell’Attore e LAC Lugano Arte Cultura, per la regia di Fabio Condemi con Christian La Rosa. Difficile immaginare un’opera più rappresentativa del tema scelto per questa stagione: il capolavoro di Stevenson è uno dei grandi archetipi del nemico interiore, della frattura che attraversa l’essere umano e del tentativo impossibile di separare il bene dal male. Nel desiderio di isolare ciò che riteniamo oscuro, Jekyll genera il proprio antagonista e scopre che il nemico non coincide con un altro da sé, ma con una parte ineliminabile della propria identità. In questo lavoro Fabio Condemi prosegue una ricerca che attraversa molti dei suoi spettacoli precedenti, con la drammaturgia di Federico Bellini che contribuisce a costruire un dispositivo testuale capace di esaltare la seducente inquietudine del romanzo.

Dopo aver indagato l’elogio del crimine in De Sade, gli incubi post industriali di Thomas Ligotti e i deserti geografici e metafisici di Roberto Bolaño, il regista torna a confrontarsi con una domanda che attraversa il suo percorso artistico: quella sul male, sulle sue forme di rappresentazione e sul suo rapporto con la creazione artistica. 

A questa riflessione si affianca dal 31 marzo al 4 aprile I Sette a Tebe da Eschilo regia Giovanni Ortoleva, coproduzione Teatro della Tosse, CSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Casa del Contemporaneo. Nella tragedia di Eschilo il nemico assume la forma più dolorosa e inevitabile: quella del fratello. Eteocle e Polinice incarnano un conflitto che nasce all’interno della stessa genealogia e che rende impossibile distinguere con chiarezza vittima e carnefice, ragione e torto. La guerra non arriva dall’esterno ma si genera nel cuore stesso della comunità e della famiglia. A chiudere il percorso produttivo, dal 24 al 27 giugno, il nuovo reading performativo ideato e diretto da Ivonne Capece a partire da Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, maestro dell’esplorazione linguistica e profondo indagatore dei meccanismi di giudizio e della costruzione della verità. Al centro, una piccola comunità che osserva e scruta, trasformando la curiosità collettiva in un inquietante tribunale dello sguardo. 

Accanto alle nuove produzioni, tornano tre spettacoli che hanno segnato il successo della scorsa stagione: un filo conduttore tra precedente e nuovo claim che valorizza la continuità del progetto Triennale, concepito come unicum organico. Dal 22 al 31 gennaio La città dei vivi di Nicola Lagioia per la regia di Ivonne Capece, vera sorpresa della stagione 2025, ispirato ad un noto caso di cronaca. Due giovani sotto sostanze stupefacenti torturano e uccidono un coetaneo in un appartamento di Roma, senza motivo. Uno spettacolo struggente e scioccante, con attori reali e inserti olografici, che indaga la zona opaca della violenza contemporanea e il cortocircuito tra padri e figli. Dal 10 al 14 marzo Casa di bambola, altro successo 2026 firmato da Ivonne Capece, rilegge il capolavoro di Ibsen come indagine sui ruoli sociali e familiari che schiacciano e limitano l’identità individuale; dal 12 al 16 maggio è F*ck – A Modern Musical Love, produzione sostenuta da NEXT – Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo, a trasformare la relazione amorosa in un campo di battaglia emotivo e generazionale. 

Tra le novità produttive, la Stagione inaugura un ciclo di concerti-spettacolo tout public pensato per avvicinare spettatori di tutte le età, bambini e famiglie comprese, alla storia della musica e alle grandi trasformazioni culturali, sociali e politiche del Novecento attraverso la canzone. Accompagnati dalla John Stanson Band, il percorso attraversa i Beatles! (18 febbraio), simbolo della rivoluzione culturale degli anni Sessanta e della libertà di pensiero, Una notte in Italia (5 marzo) dedicato ai grandi cantautori che hanno raccontato il Paese con sguardo poetico e civile, e infine Dalla. Com’è profondo Lucio (29 aprile) omaggio a uno degli artisti più liberi e anticonformisti della musica italiana. Proposto nella settimana della Festa della Liberazione, lo spettacolo attraversa le canzoni e il pensiero di Lucio Dalla, artista capace di raccontare con straordinaria sensibilità il suo tempo, trasformando la musica in uno spazio di immaginazione, coscienza critica e libertà. 

OSPITALITÀ – Nelle 16 ospitalità il Nemico non è una figura ma una funzione. È ciò che una comunità decide di espellere, che un’epoca sceglie di temere, che un individuo rifiuta di riconoscere in sé stesso. Tra guerre, desideri, ideologie, famiglie e ossessioni private, questi spettacoli interrogano il momento esatto in cui l’altro smette di essere una persona e diventa una categoria. 

Ad aprire il cartellone il 6 e 7 ottobre è Hotel Dalida di Irene Petra Zani con Roberta Lidia De Stefano. Durante la Primavera Araba una reporter di guerra resta intrappolata in una stanza d’albergo. Un omaggio a Marie Colvin che interroga il confine tra testimonianza e trauma, là dove il nemico continua a vivere anche dopo la guerra. Dal 13 al 15 ottobre Le tre cicoriane di Dario De Luca, una fiaba nera della tradizione calabrese dove la sopravvivenza apre le porte dell’orrore. Mariuccia attraversa il buio e guarda in faccia ciò che tutti evitano. Il nemico abita soprattutto dentro la paura. Il 17 e 18 ottobre Elena Bucci, tra le voci più autorevoli del teatro di ricerca italiano, porta in scena Non sentire il male, dedicato a Eleonora Duse.

Attrice, imprenditrice e artista rivoluzionaria, la Duse emerge come figura libera e irriducibile, che racconta la lotta contro i limiti imposti dal proprio tempo e ogni forma di addomesticamento dell’arte. Dal 28 al 30 ottobre A cena con Macbeth del Teatro della Tosse, regia di Emanuele Conte, rilettura visionaria della tragedia shakespeariana. Tra cucina e sala da pranzo, vivi e morti siedono alla stessa tavola. 

Il nemico ha il volto della cupidigia. Dal 2 al 7 novembre e dal 9 al 13 dicembre il cult Accabadora di Michela Murgia, regia Veronica Cruciani con la straordinaria Anna Della Rosa. L’accabadora è la donna chiamata a porre fine alle sofferenze dei morenti. Uno spettacolo lacerante sull’eutanasia che attraversa una delle domande più radicali del nostro tempo: quando un gesto d’amore può diventare un gesto di morte? Dal 24 al 29 novembre L’amante dal capolavoro di Harold Pinter, ancora con la regia di Veronica Cruciani. Qui Il desiderio è una guerra privata. Pinter trasforma la coppia in un campo minato di menzogne, fantasie e rapporti di forza. Il 31 dicembre il teatro festeggia il nuovo anno con Ciacci Live – Capodanno Edition, one-man show comico di Alessandro Ciacci tra satira, improvvisazione e riletture ironiche dei classici della letteratura. Il 16 e 17 gennaio Fear No More, ispirato a Virginia Woolf con la regia di Simona Gonella mette in dialogo l’autrice con i personaggi che ha creato, Clarissa Dalloway e Septimus Warren Smith. Dal 25 al 28 febbraio Il Piacere di Gabriele D’Annunzio, nella bella regia di Andrea Adriatico, riporta in scena l’universo decadente di Andrea Sperelli. Tra passioni, ossessioni e desideri impossibili, il protagonista diventa il simbolo di una ricerca incessante destinata a consumare se stessa. Dall’8 all’11 aprile L’Estinzione della razza umana di Emanuele Aldrovandi è una tragicommedia feroce che ripercorre le paure collettive della Pandemia, trasformando nevrosi contemporanee e derive sociali in un irresistibile meccanismo grottesco. Dal 15 al 18 aprile la commedia Neanche parenti di Gabriele Russo e Bellini Teatro Factory racconta la famiglia come un territorio instabile dove affetti, conflitti e verità divergenti si intrecciano continuamente. Il 20 e 21 aprile KR70M16. Naufrago senza nome di Saverio La Ruina per Scena Verticale mette in dialogo un giovane migrante di oggi e una vittima della Shoah in uno spazio sospeso oltre il tempo. Un rito civile dedicato a tutte le vite che la storia ha cercato di cancellare. Il 23 aprile, in occasione della Festa della Liberazione, Gott Mit Uns di Riccardo Lanzarone riflette sul rapporto tra ideologia, religione e violenza a partire dalla celebre frase incisa sulle fibbie dei soldati del Terzo Reich. Una riflessione lucida sui meccanismi che rendono possibile l’orrore. L’8 e il 9 maggio 1984 di George Orwell, nella regia di Corrado Accordino, riporta in scena uno dei grandi miti politici del Novecento. In un mondo dominato dal controllo e dalla sorveglianza, il vero atto rivoluzionario diventa continuare a pensare. Dal 21 al 23 maggio La Ragione degli Altri di Luigi Pirandello, nell’adattamento drammaturgico di Linda Dalisi con la regia di Dario Postiglione, attraversa passioni, tradimenti e conflitti familiari per mostrare come ogni verità sia destinata a scontrarsi con quella di qualcun altro. Dal 4 al 6 giugno Lo Zoo di Vetro di Tennessee Williams, diretto da Rajeev Badhan, chiude la stagione delle ospitalità, trasformando il classico della memoria in un’esperienza poetica e visiva. 

DA ITACA A FONTANA STUDIO – Dall’esperienza di Itaca nasce una trasformazione radicale, un Cantiere permanente della creazione contemporanea. 

Fin dal 2024, uno degli obiettivi principali della nuova direzione artistica è stato ripensare il ruolo della ricerca all’interno della programmazione. ITACA, la rassegna dedicata alle nuove drammaturgie e ai linguaggi emergenti ereditata dalla precedente direzione, rappresentava un’esperienza preziosa ma circoscritta: pochi appuntamenti annuali raccolti in un segmento separato della stagione. La sfida è stata fin da subito non proteggere la ricerca in uno spazio dedicato, ma riconoscerla come parte essenziale dell’identità del teatro. 

Nel corso del biennio questo processo si è sviluppato in modo esponenziale: dai cinque appuntamenti annuali ereditati, ITACA è cresciuta fino agli undici titoli della stagione 2025/2026, ai quali si sono aggiunti otto progetti site specific ospitati nei Chiostri Bramanteschi attraverso Chiostri Suite.

Oggi questa evoluzione trova il suo approdo naturale in FONTANA STUDIO. Non più una rassegna, ma una struttura permanente della programmazione. 

Con ben 26 appuntamenti distribuiti lungo tutta la stagione — compresi i tre progetti che inaugurano Chiostri Suite a settembre — Fontana Studio diventa uno dei pilastri dell’offerta artistica del Teatro Fontana. La ricerca esce così dalla dimensione dell’eccezione e assume quella della continuità. Non uno spazio protetto per artisti emergenti, ma un territorio di confronto reale tra nuove drammaturgie, scritture sceniche contemporanee, dispositivi performativi, pratiche interdisciplinari e nuovi immaginari. Fontana Studio ospita spettacoli, residenze, letture, percorsi di accompagnamento drammaturgico e progetti in divenire. È il luogo in cui il teatro può mostrarsi anche mentre si sta costruendo, quando le forme non sono ancora definitive e le domande contano più delle risposte. La rassegna ospita artisti che mettono in discussione i confini tra discipline, intrecciano ricerca scenica, tecnologia, scrittura, performance e nuovi immaginari. È uno spazio dedicato al rischio, all’invenzione e all’ascolto. Questa trasformazione rappresenta una delle evoluzioni più significative del Teatro Fontana degli ultimi anni e prefigura una prospettiva futura ancora più ambiziosa: la nascita di una seconda sala stabilmente dedicata alla ricerca, alla sperimentazione e alla nuova creazione contemporanea. 

Se nelle produzioni e nelle ospitalità il Nemico ha ancora un volto riconoscibile, in Fontana Studio si fa più sfuggente. Non è il tiranno, il criminale o l’avversario dichiarato ma ciò che modella silenziosamente il nostro modo di vivere: la normalità, il conformismo, l’efficienza, l’idea di successo, le identità che ereditiamo e quelle che ci vengono assegnate. I lavori di Fontana Studio abitano una zona di confine in cui il Nemico non coincide con qualcuno ma con un sistema di aspettative, linguaggi e narrazioni che definiscono ciò che possiamo essere, desiderare o immaginare. Dal 3 al 4 ottobre, Un po’ meno fantasma di Tommaso Cheli e Francesca Sarteanesi racconta la storia di Marcello, un uomo troppo sensibile per il mondo che lo circonda. In una società che premia velocità, cinismo e prestazione, la delicatezza diventa una forma di resistenza. Dal 9 all’11 ottobre, Qui vivremo bene di Dopolavoro Stadera e Argot Produzioni affronta il tema dell’emergenza abitativa a partire dalle occupazioni del quartiere Giambellino. Quando il diritto alla casa scompare, la sopravvivenza entra inevitabilmente in conflitto con la legalità. Il 16 ottobre reading performativo di Seg_Men_Tar_Si, testo di Chiara Arrigoni, con la regia di Ivonne Capece, vincitore del Premio Omissis 2025 e menzione speciale al Premio Riccione. Una disturbante fiaba fantascientifica che immagina un futuro in cui Cyborg e Umani convivono, e corpi, organi e identità vengono comprati e venduti come merci. Il 23 e 24 ottobre, Pezzo a due con dieci piante di Conferenza Balaam mette in scena un dialogo tra esseri umani e vegetali, attraverso l’utilizzo di sensori applicati a 10 piante in scena. Un esperimento radicale che prova a incrinare il nostro sguardo antropocentrico e immaginare nuove forme di convivenza tra specie. Dal 17 al 18 novembre, Nell’occhio del labirinto. Omaggio a Enzo Tortora di Chicco Dossi e Simone Tudda ripercorre una delle più clamorose vicende di costruzione pubblica del colpevole. Una riflessione sulla giustizia, sul potere dei media e sulla violenza dello sguardo collettivo. Dal 20 al 22 novembre, Life is a Flower di Mulino ad Arte immagina un futuro in cui la crisi climatica ha trasformato la libertà di movimento in un privilegio e un reato. Una fantascienza amara che mette a confronto generazioni diverse costrette a condividere lo stesso destino. Dal 7 all’8 gennaio, Clown•Schnapsidee da Opinioni di un clown di Heinrich Böll, con Ian Gualdani per la regia di Jonathan Bertolai, segue un uomo che ricostruisce la propria vita tra amore, fallimenti e ossessioni. Un viaggio ironico e malinconico dentro la fragilità di chi non riesce ad adattarsi al mondo. Dal 14 al 15 gennaio, Il miracolo di San Sebastiano di Matthieu Pastore e Giuseppe Affinito trasforma il santo trafitto dalle frecce in un simbolo contemporaneo dell’identità e dell’autodeterminazione. Una riflessione potente su ciò che scegliamo di mostrare e ciò che siamo costretti a nascondere. Dal 19 al 20 gennaio, Torquato Tasso di Goethe, interpretato da Daniele Fedeli e diretto da Phoebe Zeitgeist, racconta la collisione tra genio e potere. La storia di un artista che non riesce più a distinguere la propria libertà dalle regole del mondo che lo ospita.

Dal 4 al 7 febbraio, Crick. Atto unico in sei resoconti di Francesco Silvestri, con la regia di Rosario Sparno, mette in scena un esperimento destinato ad aumentare artificialmente l’intelligenza umana. Una parabola feroce sul mito dell’efficienza e sull’ossessione contemporanea per il miglioramento continuo. Dal 9 al 10 febbraio, Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao di Matteo Gatta, Viola Marietti e Tristeza Ensemble attraversa il rapporto tra Oriente e Occidente con bizzarria ironia e provocazione. 

Un cortocircuito comico che smaschera stereotipi culturali e desideri di successo. Dal 25 al 26 marzo, Isabel di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo attraversa la storia argentina tra dittatura, desaparecidos e memoria collettiva attraverso il racconto di una donna e di una famiglia che resistono alla cancellazione della propria identità. Il 7 aprile, Orgia di guerra di HangarTeatri trasforma testi e testimonianze in una partitura feroce sulla seduzione della violenza. Un’immersione nelle retoriche che rendono la guerra possibile e perfino desiderabile. Dal 27 al 28 aprile, L’arte di vivere di Francesca Garolla, Laura Serena e Francesca Merli, produzione Teatro Stabile del Veneto, affronta il tema della morte con lucidità, ironia e delicatezza. Un tentativo di restituire parola a ciò che la nostra società tende sistematicamente a rimuovere. Dal 19 al 20 maggio, Leibniz. Uno spettacolo barocco di Eleonora Paris e Irene Serini prende di mira il culto contemporaneo della produttività. Una provocazione divertente e intelligente che invita a rivalutare l’irrazionale, il fallimento e il diritto di non funzionare sempre.

Dal 25 al 26 maggio, Non una grande storia del Teatro dei Venti osserva una famiglia qualunque mentre la libertà si ritira lentamente dalla vita quotidiana. Un racconto sull’alienazione contemporanea e sulla normalizzazione della rinuncia. Dal 28 al 29 maggio, Han! di Thomas Richards e Theatre No Theatre, erede di Grotowski, attraversa tre generazioni di donne coreane segnate da dolore, sacrificio e resilienza. Un viaggio ipnotico dentro una ferita collettiva che continua a trasmettersi nel tempo. L’8 giugno, Milano Euro Baby di Giulia Sangiorgio e Nicolò Sordo intreccia boxe, migrazione e identità femminile in una narrazione che attraversa corpi in lotta, desiderio di riscatto e bisogno di lasciare una traccia. Il 9 giugno, Tecniche di lavoro di gruppo di Pietro Cerchiello e Ariele Celeste Soresina, spettacolo selezionato nell’ambito della collaborazione con Hystrio Festival, racconta l’incontro imprevedibile tra un giovane attore e una classe di adolescenti.

Un lavoro divertentissimo e intelligente che mette in discussione il rapporto tra educazione, autorità e ascolto reciproco. Il 10 giugno, Mor. Storia per le mie madri di Sara Garagnani e Lucia Raffaella Mariani, vincitore del Premio Scenario Periferie 2025, segue tre generazioni di donne alle prese con un’eredità invisibile di traumi e silenzi. Una ricerca sul modo in cui la memoria familiare continua a plasmare il presente. Dal 17 al 18 giugno, Adolf prima di Hitler di Antonio Mocciola immagina il giovane Adolf Hitler prima della Storia. Uno spettacolo inquietante che interroga il confine sottile tra casualità, responsabilità individuale e costruzione del male. Dal 22 al 23 giugno, Pale Blue Dot di Sathya Nardelli e Nicholas Turba racconta la formazione di un essere alieno arrivato sulla Terra. Tra teatro fisico, fumetto e motion design, uno sguardo straniero sul nostro pianeta che ci costringe a riconsiderare ciò che chiamiamo umanità. 

COLLABORAZIONI, FORMAZIONE E NUOVE DRAMMATURGIE – Il Teatro Fontana sceglie di investire sempre di più non soltanto nell’opera finita, ma nei processi che la rendono possibile. La stagione 2026/2027 rafforza e investe su una rete di collaborazioni dedicate alla ricerca, alla formazione e alla nuova drammaturgia, aprendo il teatro alle generazioni emergenti e ai linguaggi che ancora stanno cercando la propria forma. Due le novità più significative sul territorio milanese. 

La partnership ufficiale con Hystrio Festival: La direttrice artistica Ivonne Capece entra a far parte della giuria di Hystrio Scritture di Scena, consolidando un dialogo che non si limita all’ospitalità di spettacoli selezionati dal festival — come Tecniche di lavoro di gruppo sopra citato — ma si estende al sostegno concreto della nuova scrittura teatrale. Attraverso questa collaborazione, il Teatro Fontana selezionerà un autore e un testo tra quelli emersi nel percorso di Hystrio, offrendo una residenza-studio tra giugno e settembre 2027 finalizzata alla realizzazione di una prima lettura performativa.

Il progetto debutterà in apertura della stagione 2027-28 e potrà successivamente svilupparsi in una vera e propria produzione. 

La collaborazione con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi che si concretizza con l’inserimento in Fontana Studio di Finestre sull’Immaginario XI Ed. Curato da Manuel Renga e Ariella Vidach con il tutoraggio tecnico di Fabio Brusadin, il progetto coinvolge il 3° Corso Regia e il 3° Corso Danza Contemporanea della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Il 19 e 20 marzo, dopo un periodo di residenza dedicato, cinque performance tra teatro, multimedia e creazione site-specific trasformano tutti gli spazi del Fontana (dal foyer al palco, dalla platea ai Chiostri) in un percorso disseminato e in mutazione, offrendo al pubblico lo sguardo radicale dei nuovi allievi-registi. Un progetto che trasforma il teatro in un laboratorio aperto e conferma la volontà del Fontana di accompagnare la ricerca nei suoi momenti più vitali e sperimentali, e condividerla col suo pubblico. Insieme a queste due nuove collaborazioni segnaliamo il progetto Giovani Smart, realizzato con la compagnia Biancofango e finanziato da Regione Lombardia.

Per un mese intero (dicembre 2026) il Teatro Fontana ospiterà residenze dedicate a giovani drammaturghi, registi e attori under 34 selezionati attraverso una call pubblica. Gli artisti saranno chiamati a confrontarsi con l’Iliade e con il tema della violenza, attraverso un originale metodo di lavoro che intreccia pratica teatrale e sportiva. Il progetto culminerà in una serie di restituzioni pubbliche, offrendo agli spettatori l’opportunità di entrare in contatto con il momento più vivo della creazione: quello in cui le idee prendono forma, gli artisti si incontrano e le opere devono ancora diventare spettacolo. 

Dal 2026 Elsinor e il Teatro Fontana rivestiranno un ruolo di primo piano in NDN – Network Drammaturgia Nuova, una delle principali reti italiane dedicate alla nuova drammaturgia contemporanea, che riunisce realtà come IDRA Teatro/Wonderland Festival, Kilowatt Festival, Teatro della Tosse, PimOff, Sardegna Teatro, Teatro Libero Palermo, Teatri di Vita, TRAC e numerosi altri partner nazionali. Elsinor partecipa al network come partner, coproduttore e membro della commissione di selezione. Nell’ambito della stagione 2026/2027 il Teatro Fontana ospiterà a settembre la residenza produttiva dello spettacolo vincitore del Bando di Produzione NDN e il 12 gennaio 2027 accoglierà la prima presentazione riservata a operatori, festival e teatri partner, momento decisivo per l’avvio della circuitazione nazionale dello spettacolo.

Più che un semplice luogo di ospitalità, il Teatro Fontana si conferma così spazio di incubazione, incontro e visibilità per i nuovi artisti: un luogo in cui le opere nascono, incontrano gli operatori e iniziano il loro percorso verso il pubblico e le scene italiane. Ricordiamo infine la presenza di due festival di rilevanza nazionale. Dal 3 al 6 dicembre 2026 e in primavera 2027 (in date da definirsi) torna l’ appuntamento con EXISTER lo storico festival di danza contemporanea a cura di DANCEHAUSpiù Centro Nazionale di Produzione della Danza. 

SEGNALI dal 4 al 7 maggio, festival di teatro dedicato alle nuove generazioni, giunto alla sua 37esima edizione. Organizzato dal Centro di Produzione Teatrale Elsinor e Teatro del Buratto con la direzione artistica di Giuditta Mingucci e Renata Coluccini. Il festival si conferma un appuntamento fondamentale per il settore, ogni anno attira oltre 200 operatori teatrali provenienti da tutta Italia e dall’estero offrendo agli spettacoli selezionati la possibilità concreta di essere visti, valutati e successivamente programmati nei cartelloni di teatri, rassegne e stagioni in tutto il Paese. Il programma includerà anche una selezione di titoli scelti da NEXT – Laboratorio delle Idee e, come da tradizione, sarà ospitata la cerimonia di Premiazione degli Eolo Awards.

EXTRAPALCO E APPROFONDIMENTI MULTIDISCIPLINARI – Il Teatro Fontana non vuole soltanto programmare nuova drammaturgia, ma costruire gli strumenti per leggerla. Come si guarda uno spettacolo? Come si legge un testo teatrale? E quali strumenti servono per attraversare i linguaggi della scena contemporanea? Da queste domande nascono gli appuntamenti Extrapalco: laboratori, gruppi di lettura, incontri e momenti di approfondimento che creano occasioni di ascolto, confronto e partecipazione, trasformando il teatro in uno spazio di dialogo in cui la visione continua oltre lo spettacolo. 

RISONANZE è un percorso di scrittura gratuito aperto a tutti, ideato dal drammaturgo e regista Matthieu Pastore — vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2024 e del Premio Hystrio alla Vocazione Teatrale 2012 — che accompagna alcuni titoli della stagione attraverso laboratori ispirati ai temi e alle immagini emerse in scena. Gli spettatori, dietro prenotazione, dopo aver visto lo spettacolo potranno partecipare gratuitamente ad un pomeriggio di scrittura creativa. 

Un laboratorio di scrittura libero e gratuito che diventa spazio di confronto e immaginazione, in cui il pubblico è invitato a trasformare la visione in parola, attraversando il teatro da spettatore a partecipante. I testi prodotti potranno trovare nuove forme di restituzione e condivisione – attraverso sito, social e reading pubblici programmati negli spazi del Teatro Fontana – prolungando l’esperienza dello spettacolo oltre il tempo della recita. 

IL CLUB DEI COPIONI curato da Giuditta Mingucci, direttrice artistica del Teatro Testori di Forlì, seconda sede di Elsinor Centro di Produzione Teatrale, nasce per ribaltare un pregiudizio: la drammaturgia contemporanea è spesso percepita come difficile, lontana, meno accessibile del grande repertorio. Lo fa attraverso un formato semplice e partecipativo: leggere insieme un testo teatrale prima o accanto alla sua messa in scena. In dialogo con artisti, registi e operatori, il pubblico sarà invitato a scoprire alcuni copioni della stagione e alcune tra le più interessanti scritture contemporanee italiane e internazionali. Non un percorso di formazione specialistica, ma un’occasione per costruire una maggiore familiarità con i linguaggi del teatro di oggi e sviluppare uno sguardo più consapevole sulla scena contemporanea. Tra gli artisti che accompagneranno la lettura dei copioni anche la direttrice artistica del Teatro Fontana, Ivonne Capece. 

LUCY Dialoghi oltre i confini del teatro Nato dall’esperienza del festival multidisciplinare ideato da Ivonne Capece e Micol Vighi, LUCY è un ciclo di incontri a cura di Diego Vincenti, giornalista de Il Giorno e Hystrio, che mette in dialogo artisti, studiosi, ricercatori e operatori culturali attorno alle grandi trasformazioni del presente. Tecnologia, identità, intelligenza artificiale, nuovi linguaggi e mutazioni sociali diventano occasioni per interrogare il rapporto tra scena e contemporaneità, facendo del teatro uno spazio di confronto tra cultura umanistica e innovazione. 

AL CUORE è il format di approfondimento curato da Martina Parenti e Ivonne Capece che accompagna alcuni spettacoli della stagione trasformando la platea in uno spazio informale di incontro e conversazione. Al termine della replica, spettatori, artisti e operatori sono invitati a condividere una birra e un dialogo che dura il tempo di berla. Un’occasione semplice e conviviale per abbattere le distanze tra scena e pubblico, discutere lo spettacolo appena visto e confrontarsi liberamente sui temi che ha sollevato. Più che un incontro post-spettacolo, AL CUORE è un esercizio di comunità: un modo per restituire al teatro la sua dimensione originaria di luogo di confronto, ascolto e scambio di idee 

SCUOLA900 Ricordiamo infine i percorsi di formazione del Teatro Fontana, un’occasione per confrontarsi con registi e interpreti di fama nazionale, diviso in classi di difficoltà su recitazione, drammaturgia, performance e lettura espressiva, poesia, letteratura. I percorsi sono annuali e tematici: ogni anno dedicati a opere, autori o generi teatrali che hanno instaurato un particolare dialogo con il ‘900, per un’esperienza creativa a 360° tra teatro, letteratura e storia della nostra cultura.