Dopo una lite in auto, aveva abbandonato la moglie a piedi sulla statale. Lei sosteneva che fosse troppo ubriaco per guidare.
Olbia – C’è un bambino di nove anni che si è tirato fuori da solo dal groviglio di lamiere, in stato di shock, alle prime luci dell’alba, mentre a pochi passi il corpo di suo padre giaceva senza vita nell’abitacolo accartocciato. È l’immagine più straziante della tragedia consumatasi mercoledì all’alba lungo la statale 131 Dcn, la Olbia-Nuoro, all’altezza del bivio di Budoni, dove Anatoly Frolov, 34 anni, ucraino residente a Olbia, ha imboccato la carreggiata contromano e si è schiantato a forte velocità contro le barriere di cemento di un cantiere.
Erano da poco passate le quattro del mattino. La famiglia aveva trascorso la serata tra i locali di San Teodoro, una delle mete più affollate della Gallura d’estate. Poi, all’improvviso, tutto è cambiato. Secondo le testimonianze raccolte, tra Frolov e la moglie sarebbe scoppiata una lite furiosa: la donna avrebbe voluto mettersi lei al volante, temendo che il marito avesse bevuto troppo per guidare. Lui non ne ha voluto sapere. L’ha fatta scendere dall’auto, abbandonandola a piedi sul ciglio della strada, e è ripartito con il figlio sistemato sul sedile posteriore.
Convinto di dirigersi verso casa, verso nord, Frolov ha invece imboccato la 131 nella direzione opposta, verso sud. Una corsa folle e contromano a bordo della sua Volkswagen Passat, senza che nessun cartello potesse avvertirlo del pericolo. A poche decine di metri dallo svincolo di Budoni, l’auto ha centrato in pieno uno dei New Jersey di cemento armato che delimitavano un cantiere Anas. L’impatto è stato devastante: il settore anteriore sinistro della vettura si è disintegrato, la station wagon si è accartocciata proprio sul lato del guidatore. Per il 34enne non c’è stato nulla da fare, è morto sul colpo.
In quell’inferno di lamiere, il miracolo. Il bambino, seduto dietro con le cinture di sicurezza allacciate, è rimasto fisicamente illeso. I primi soccorritori lo hanno trovato vicino a ciò che restava dell’auto del padre, sotto choc. Affidato agli specialisti del 118, il piccolo è stato trasferito all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia e preso in carico dal reparto di Pediatria. Sul piano fisico, quasi nessuna conseguenza; ma il trauma psicologico di quella notte richiederà un lungo percorso di recupero.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Siniscola, che hanno estratto la vittima dalle lamiere, la Polizia stradale e il personale sanitario. La statale è stata chiusa al traffico in direzione Nuoro per consentire i soccorsi e la messa in sicurezza dell’area. Restano ora da chiarire i contorni di quegli ultimi, drammatici minuti: la lite, l’alcol, la donna lasciata sola nel buio e quella corsa nel senso di marcia sbagliato, finita contro un muro.