L’Italia guida la super rete anti-crimine. Piantedosi: “Ora la priorità è fermare l’immigrazione clandestina”.
Roma – Un esercito di poliziotti di mezza Europa, quasi 1.300 arresti e montagne di droga e denaro sequestrate. È il bilancio, presentato oggi al Viminale, di due anni di caccia spietata alle organizzazioni criminali più pericolose del continente. A dettare la linea, per la prima volta, è stata l’Italia, chiamata a guidare la task force europea Empact. E davanti alle telecamere il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha già indicato il prossimo bersaglio: la lotta senza quartiere all’immigrazione clandestina, con un nuovo decreto sicurezza pronto a partire.
I numeri raccontano una macchina da guerra. Nel biennio 2024-2025 la piattaforma Empact – la rete investigativa dell’Unione europea contro le minacce criminali più gravi – ha fatto scattare 977 indagini internazionali e organizzato 171 blitz simultanei in decine di Paesi. Il risultato: 1.279 persone arrestate, 736 nel primo anno e 543 nel secondo.
Ma dietro le manette c’è un tesoro strappato ai clan. Gli investigatori hanno sequestrato circa 27 tonnellate di droga, di cui oltre 14 di sola cocaina, insieme a più di 9 milioni di euro in contanti e quasi 83 milioni in criptovalute, i soldi virtuali con cui oggi le mafie cercano di far sparire i proventi degli affari sporchi.
A tirare le fila di questa offensiva è stata l’Italia, che ha guidato la priorità “reti criminali ad alto rischio” insieme a Belgio, Austria e Spagna, coordinando ben 32 azioni operative. In campo la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di finanza e la Direzione nazionale antimafia, affiancate dalle forze di polizia e dalla magistratura di 50 Paesi, con il supporto di Europol.
Alla conferenza al Viminale, accanto a Piantedosi c’erano il capo della polizia Vittorio Pisani, il direttore reggente di Europol Jürgen Ebner e i vertici delle polizie di Austria, Spagna, Irlanda e Belgio. «Le organizzazioni criminali ormai operano senza confini e sono le più pericolose», ha avvertito il ministro. «Sfruttano la globalizzazione e le nuove tecnologie. Per fermarle serve una risposta altrettanto integrata».
Poi l’affondo che riguarda tutti, dai porti alle spiagge. Tra le emergenze del momento, ha spiegato Piantedosi, c’è il traffico di esseri umani nella rotta del Mediterraneo: “Organizzazioni senza scrupoli che alimentano un sistema di sfruttamento, mettendo a rischio la vita di migliaia di persone e traendo enormi profitti dalla loro disperazione. Combattere questi trafficanti significa difendere la dignità umana e rafforzare la capacità dell’Europa di governare i flussi migratori nel rispetto della legalità”.
Parole non casuali. Proprio nel pomeriggio, a Palazzo Chigi, il ministro era atteso per gli ultimi ritocchi al nuovo decreto sicurezza in materia di immigrazione. “Servono ancora alcuni affinamenti”, ha fatto sapere. Il messaggio, però, è già chiaro: dopo i clan della droga, il mirino del governo si sposta sui trafficanti di uomini.