La donna, di 37 anni, ha scelto di portare avanti la gravidanza nonostante il trapianto, ma è morta insieme al suo bimbo nato prematuro.
Frosinone – Ci sono amori più forti della paura, e più grandi della vita stessa. Francesca Mattei, 37 anni, residente nella frazione di Colleberardi a Veroli aveva scelto di sfidare il destino pur di stringere di nuovo tra le braccia suo figlio. Una decisione presa a occhi aperti, consapevole di ogni rischio, che si è trasformata nella più straziante delle tragedie: la giovane mamma è morta nella serata di sabato 11 luglio in un ospedale di Roma, pochi giorni dopo aver perso il bambino che portava in grembo.
La sua era una battaglia che combatteva da tempo. Da sei anni Francesca conviveva con una grave patologia che l’aveva costretta a un trapianto di fegato. Una prova durissima, superata con coraggio. Quando aveva scoperto di essere di nuovo incinta, i medici l’avevano messa di fronte ai pericoli di una seconda gravidanza per una donna nelle sue condizioni. Ma lei non ha avuto dubbi: ha deciso di portare avanti la gravidanza, con la forza di chi mette l’amore davanti a tutto.
Negli ultimi giorni, però, sono sopraggiunte le complicanze che tutti temevano. Francesca è stata trasferita d’urgenza in un ospedale della Capitale, dove i sanitari hanno tentato di stimolare il parto per scongiurare il rischio di infezioni interne e salvare almeno una delle due vite. Una corsa disperata contro il tempo. Ma il piccolo, venuto al mondo troppo presto, non ce l’ha fatta. E poco dopo, dopo giorni di apprensione e di speranze aggrappate a un filo, si è spento anche il cuore della sua mamma.
A Colleberardi e in tutto il territorio verolano è calato il silenzio dello sgomento. Francesca lascia il marito e il primogenito, un bimbo che dovrà crescere con il ricordo di una madre che ha amato fino all’ultimo respiro. “Il più profondo cordoglio per la tragedia che ha colpito la nostra città”, ha fatto sapere l’amministrazione comunale di Veroli. “Siamo vicini alla famiglia in questo momento difficile e doloroso”.