Da “allarme pompa” ad “allarme bomba”: arrivano gli artificieri

Un malinteso durante una telefonata automatica ha attivato il protocollo di emergenza con controlli e verifiche nell’area della basilica.

Olbia – Per qualche minuto si è temuto il peggio. Intorno alla basilica di San Simplicio è scattato un imponente intervento delle forze di sicurezza dopo che una comunicazione automatica è stata interpretata nel modo sbagliato. A far nascere l’equivoco è bastata una parola sentita male: quella che segnalava un problema a una pompa idraulica è stata scambiata per un allarme bomba.

Nel giro di poco la zona attorno alla chiesa è stata messa in sicurezza. Sono arrivati gli equipaggi della polizia di Stato, gli investigatori del commissariato, le unità cinofile della Polizia di Frontiera e perfino gli artificieri partiti da Sassari. Insomma, la macchina dei controlli si è messa in moto senza perdere tempo, come previsto dai protocolli adottati ogni volta che viene segnalato un possibile ordigno, anche se poi l’allarme si rivela infondato.

A ricostruire quanto accaduto è la Nuova Sardegna. Tutto sarebbe partito da un banale inconveniente tecnico nei sotterranei della basilica, dove si trovano le pompe di sollevamento. Un malfunzionamento ha fatto salire il galleggiante del sistema, facendo scattare il segnale di anomalia.

Da lì è partita una telefonata automatica indirizzata a cinque diversi contatti. Proprio durante quella comunicazione si è verificato il cortocircuito: chi ha risposto ha capito che si parlava di una bomba invece che di una pompa. Un semplice equivoco, ma sufficiente a far scattare un dispositivo di sicurezza che, per fortuna, si è concluso con un nulla di fatto.