La cenere vulcanica ha già costretto a dirottare decine di voli su Palermo, Trapani e Comiso.
Catania – Sessantasei voli deviati in due giorni, uno scalo militare con lo spazio aereo sigillato e un piano straordinario di autobus e treni per non lasciare a terra migliaia di passeggeri: è il bilancio dell’eruzione dell’Etna che da questa notte sta paralizzando i collegamenti aerei nella Sicilia orientale. L’aeroporto di Catania Fontanarossa resterà chiuso al traffico in arrivo e in partenza fino alle 10 di domani, martedì 7 luglio, come reso noto dalla Sac, la società di gestione dello scalo, che ha motivato il provvedimento con il perdurare dell’attività vulcanica.
A causare lo stop è un pennacchio di fumo e cenere che si alza per circa un chilometro e mezzo, spinto dal vento in direzioni che compromettono la visibilità e la sicurezza delle operazioni di volo, rendendo di fatto impraticabili decolli e atterraggi. Gli effetti si sono fatti sentire anche sulla base di Sigonella, dove lo spazio aereo è stato chiuso per la presenza della nube: sospese le attività della base dell’Aeronautica Militare, che ospita pure la Naval Air Station della Marina statunitense.
Sul fronte dei collegamenti civili, la chiusura di Fontanarossa ha imposto una redistribuzione massiccia dei voli: 33 aerei diretti a Catania sono stati dirottati oggi su Palermo, dove sono poi ripartiti, lo stesso numero registrato ieri, domenica. Riaperto Comiso, che però può contare solo su sei piazzole di sosta e quindi assorbe un traffico limitato, mentre Trapani sta coprendo un’ulteriore quota dei collegamenti dirottati.
Per contenere i disagi ai passeggeri, la Regione Sicilia ha messo in campo un piano straordinario di trasporti alternativi, con autobus in partenza dagli aeroporti di Palermo, Trapani e Comiso verso Catania e due treni speciali sulla tratta Palermo-Messina-Catania. La Sac raccomanda comunque di non presentarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea.