Sempre più animali nelle città

Il fenomeno sta dilagando e occorrono misure incruente ma adeguate per contenerne il numero. In aumento anche gatti e cani randagi.

Tra pantegane, cinghiali, lupi e cornacchie, le città sono diventate zoo a cielo aperto. La cronaca, negli ultimi tempi, è stata caratterizzata con frequenza dalla sgradita presenza nelle città di vari animali. Non bastavano i famigerati “topi di fogna” presenti dappertutto. Ad esempio a Roma risiedono più di 7 milioni di esemplari, con una proporzione di oltre due ratti per ogni abitante.

Questi roditori sono diffusi in tutta la città e vengono regolarmente avvistati nelle aree urbane, nei pressi dei cassonetti e nei principali luoghi di interesse turistico. L’ultimo caso in ordine cronologico che è assurto agli onori della cronaca è stato la cornacchia di Pordenone. In un quartiere della città gli abitanti sono stati presi di mira con beccate e artigli dal simpatico pennuto, provocando profondi tagli alla testa, lividi e volti sanguinanti, oltre tumefazioni per cadute allo scopo di sfuggire agli attacchi.

L’aggressione è dovuta alla nidificazione in zona e quando c’è da difendere i piccoli, E figlie so’ ppiezze ‘e core, come si suole dire in napoletano, non si lascia nulla di intentato. Le autorità locali avevano deciso, per tutelare l’incolumità pubblica, la soppressione dell’animale, sospesa poi dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) su richiesta degli animalisti.  

Per un attimo è sembrato di rivedere una scena del film capolavoro “Gli Uccelli” del 1963 di Alfred Hitchcock, in cui degli stormi di uccelli iniziano ad aggredire e uccidere la popolazione. Il film è un’indagine sull’irrazionalità della natura, la fragilità dei rapporti umani, la paura della perdita e dell’abbandono. Come frequentatori di aree urbane meritano menzione i pesci che cadono sull’asfalto in seguito a forti piogge. Si tratta di un fenomeno meteorologico reale ma rarissimo. I credenti avranno pensato, forse, che se provenienti dal cielo saranno un gentile omaggio del Signore.

Pesci piovuti dal cielo – Foto GreenMe

D’altronde Gesù Cristo si era reso artefice del miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. In realtà il prodigio capita quando violente correnti ascensionali (come trombe d’acqua o tornado) risucchiano piccoli animali e acqua da fiumi, laghi o oceani. Le correnti li trasportano per chilometri prima di perdere forza, facendoli cadere insieme alla pioggia.

Un evento che si è verificato negli USA, in Iran e Honduras. Qui il fenomeno è così frequente che si verifica ogni anno (di solito tra maggio e giugno) ed è diventato un vero e proprio vanto culturale. Non potevano mancare i nostri antenati, le scimmie, solite frequentare gli ambienti urbani. La convivenza è frequente in diverse aree dell’Asia, come in India o Thailandia.

Ma a destare più scalpore e terrore è stata la presenza dei cinghiali. Ad esempio a Roma preferiscono soggiornare in aree limitrofe a riserve naturali. Senza disdegnare il cuore della città dove sono presenti da soli o in gruppi ristretti. La “Città eterna” è composta da una serie di riserve, come Monte Mario e giardini che si incuneano nel tessuto urbano, offrendo vie di transito ideali dalle campagne circostanti direttamente alla città. Poiché si è sparsa la voce, sono stati avvistati anche lupi come ospiti urbani.

Non si tratta di allarmismo ma di un evento reale legato alla capacità del lupo di adattarsi agli ambienti antropizzati, inclusi i margini delle città e, in alcuni casi, le aree urbane vere e proprie. Gli abitanti manifestano terrore e si può rischiare, in casi remoti, l’abbattimento. Si spera che prevalga la lezione di San Francesco e il lupo di Gubbio, che doveva essere abbattuto dai suoi abitanti ma fu risparmiato grazie alla non violenza e la conciliazione.

Queste presenze insolite nelle aree urbane un tempo, da bambini, si vedevano solo nei cartoons o nei film di fantascienza, gli animali stavano in campagna. Se si sono urbanizzati anch’essi con comportamenti insoliti e strani non può essere dovuto al cambiamento climatico e all’inquinamento ambientale provocati dall’uomo, che ha alterato i loro habitat naturali?