Stop ai cellulari nella vita dei giovanissimi

La decisione delle autorità svedesi è scaturita da una ricerca sulla serenità dei bambini e il tempo che i loro genitori dedicano ai telefonini.

La Svezia proibisce l’uso dei cellulari per ragazzi e genitori. Ormai gli effetti deleteri sulla salute psico-fisica di bambini e adolescenti per l’eccessivo uso dei telefonini è un dato acquisito. Finanche il modo con cui viene utilizzato dai genitori ha un effetto sui figli. L’Agenzia svedese per la salute pubblica, la massima autorità governativa in ambito sanitario ha pubblicato le linee guida esortando i genitori ad accantonare il cellulare ed altri dispositivi per trascorrere più tempo coi loro figli.

La decisione è scaturita da una ricerca sulla serenità dei bambini e il tempo che i loro genitori dedicano ai cellulari. Ebbene l’uso intensivo della tecnologia può mettere a repentaglio il rapporto coi figli. Inoltre il comportamento sull’uso influisce su quello dei bambini. L’apprendimento dei più piccoli è condizionato da ciò che fanno gli adulti. A quell’età cambiamenti anche insignificanti possono avere effetti sullo loro sviluppo cognitivo.

La raccomandazione più perentoria è sull’uso dei social, soprattutto sull’insana abitudine di mettere foto dei più piccoli, esposti come trofei all’esibizionismo della rete, violando la loro privacy. L’Agenzia ha elencato una serie di indicazioni a cui debbono attenersi i genitori: fino al compimento dei 2 anni divieto assoluto quando non sono a scuola; tra i 2 e i 5 anni, massimo un’ora quotidiana; 2 ore tra i 6 e i 12 anni; 3 ore tra i 13 e i 18 anni.

La maggiore esortazione è per il disuso completo di tutti i device tecnologici prima della buona notte e, soprattutto di non lasciarli in camera da letto. La misura restrittiva non riguarda solo le attività familiari ma anche quelle scolastiche. Pare che il divieto farà parte della normativa sull’istruzione. Dal prossimo anno scolastico e fino ai 16 anni l’uso del cellulare in classe sarà “off-limits”.

La tendenza si è diffusa in altri Paesi, tra cui in Francia, Gran Bretagna, Olanda, Finlandia e Australia, con divieto assoluto, anche durante le pause. Nel nostro Paese la restrizione vale per tutto l’orario scolastico, pause comprese. Si può derogare se il docente ritiene utile per finalità didattica. La solita soluzione all’italiana, fatta di deroghe, commi e interpretazioni capziose.

Limitare l’uso dei cellulari a bambini e genitori è salutare

Se tutti i professori ritenessero utile utilizzarlo per le loro materie, ecco che il divieto è bello che annullato. Creatività italiana! Non è piacevole porre dei limiti però è comprensibile la ratio dei provvedimenti, tesi a incrementare la concentrazione dei ragazzi in classe, eliminare le disattenzioni prodotti dal suono delle notifiche. Soprattutto guardarsi negli occhi durante la lezione, ripristinando il rapporto docente/allievo.

La scelta svedese è la conferma che la famiglia è il primo nucleo sociale di formazione, perché un rapporto sano con gli strumenti digitali dipende da quanto tempo si trascorre con essi e da quanto tempo i genitori stanno insieme ai figli. Perché la tecnologia ci ha ormai avviluppati a sé e senza un minimo di consapevolezza creerà tanti individui a compartimenti stagni. L’immagine che racconta meglio di ogni parola è la famigliola che si ritrova al tavolo di un ristorante.

Lui, lei e l’adolescente. Dovrebbe trascorrere una serata in tranquillità parlando e scherzando. Ed invece no. Per quasi tutto il tempo tutti e tre sono stati a smanettare coi rispettivi cellulari, sgranando gli occhi, sorridendo o facendo la faccia contrita a seconda delle emozioni che suscitavano ciò che vedevano o leggevano sullo schermo.

Le uniche pause ci sono state per ordinare i piatti del menu o quando ci si è recati alla toilette. A fine serata ognuno restava con la sua realtà digitale, senza nemmeno comunicarsi tra di loro se la cena era piaciuta o meno. Che film…