Di Maio rompe il silenzio: “La politica non mi manca”

L’ex ministro, oggi Rappresentante speciale Ue per il Golfo Persico, ha parlato della sua nuova vita e dei rapporti con Conte e Meloni.

Dal Golfo Persico, dove ricopre l’incarico di Rappresentante speciale dell’Unione europea, Luigi Di Maio ha scelto le pagine di Sette, il settimanale del Corriere della Sera, per fare il punto sulla sua vita dopo la politica attiva. L’ex capo politico del Movimento 5 Stelle ha smentito con decisione le ipotesi di un suo possibile ritorno in campo, anche in vista di una candidatura alle prossime elezioni politiche, liquidando tali ricostruzioni come prive di qualsiasi fondamento.

Di Maio ha spiegato che, con l’esperienza di governo alle spalle, gli risulterebbe oggi complicato sostenere posizioni che il Movimento portava avanti in campagna elettorale quando si trovava all’opposizione, aggiungendo che solo l’esercizio diretto del potere a Palazzo Chigi costringe davvero i partiti a confrontarsi con la realtà.

Interpellato sul rapporto, tutt’altro che disteso, con l’attuale leader pentastellato Giuseppe Conte, l’ex ministro degli Esteri ha osservato che quest’ultimo dovrebbe riconoscere di aver ottenuto tutto proprio grazie a lui, mentre lui stesso avrebbe perso ogni cosa; solo accettando questa realtà, ha aggiunto, Conte potrebbe fare pace con lui e forse smettere di continuare a citarlo pubblicamente.

Sul governo guidato da Giorgia Meloni, Di Maio ha espresso una valutazione positiva limitata al fronte della politica estera, così come viene percepita dai Paesi arabi. Secondo l’ex ministro, la longevità dell’esecutivo starebbe restituendo stabilità all’Italia, non soltanto agli occhi dei mercati finanziari, ma anche nei rapporti con i partner internazionali, favorendo credibilità e continuità nella realizzazione di accordi e obiettivi comuni. Ha inoltre osservato che chi si trova oggi al centro della scena politica deve saper mantenere sangue freddo di fronte alle pressioni del ruolo.