Nel volume Conte ricostruisce le tensioni interne al M5S, dalla partita per il Quirinale ai rapporti con Draghi: l’ex ministro degli Esteri replica, accusandolo di falsità.
Roma – Le prime pagine del nuovo libro di Giuseppe Conte, ‘Una nuova primavera: La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia’, hanno riacceso una frattura mai del tutto ricomposta con Luigi Di Maio. Alcuni passaggi del volume, in cui il leader del Movimento 5 Stelle ricostruisce momenti chiave della recente storia politica italiana, hanno spinto l’ex ministro degli Esteri a intervenire pubblicamente per contestarne la versione.
Nel volume, che ha un taglio autobiografico e politico, Conte ripercorre gli anni alla guida del governo e del Movimento. Tra i capitoli più discussi c’è quello dedicato all’elezione del presidente della Repubblica del 2022. L’ex premier sostiene che, in quei giorni di stallo, lui, Enrico Letta e Matteo Salvini avessero trovato un’intesa sul nome di Elisabetta Belloni. Secondo Conte, l’accordo sarebbe poi naufragato per l’opposizione di vari esponenti politici, tra cui Di Maio, che, a suo dire, avrebbe osteggiato qualsiasi proposta proveniente dal Movimento sotto la sua guida.
Conte dedica ampio spazio anche ai rapporti tra il M5S e Mario Draghi durante il governo di unità nazionale. Nel libro descrive un clima di tensione crescente con Beppe Grillo che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe coltivato un rapporto diretto con Draghi, creando frizioni interne al Movimento. Conte sostiene inoltre che un episodio riferito dal sociologo Domenico De Masi avrebbe rivelato un tentativo dell’allora premier di favorire la scissione guidata da Di Maio.
Le anticipazioni hanno provocato una risposta immediata da parte di Di Maio, che sui social ha accusato Conte di diffondere ricostruzioni non veritiere. L’ex ministro ha rivendicato il proprio ruolo nella rielezione di Sergio Mattarella e il rapporto istituzionale con Draghi, definendo “falsa” la vicenda che coinvolge De Masi, il quale non può più replicare.
Di Maio ha poi criticato Conte per aver descritto come “congiurati” figure politiche che oggi fanno parte dell’alleanza che il Movimento sostiene a livello locale e nazionale. Una contraddizione, secondo lui, che dimostrerebbe come il racconto contenuto nel libro non corrisponda alla realtà dei rapporti politici attuali.
Le anticipazioni del libro hanno dunque riaperto una frattura che sembrava sopita. Conte difende la sua versione come un contributo alla memoria politica degli ultimi anni; Di Maio la considera un’operazione strumentale. Il dibattito, a giudicare dalle prime reazioni, è destinato a proseguire.