Finto carabiniere mette a segno un colpo da 40mila euro ai danni di un’anziana

L’indagato ha ottenuto gioielli e preziosi con il pretesto di verificarne la provenienza, facendo credere che fossero legati a una rapina.

Udine – Personale della polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Monza e della Brianza ha eseguito nel comune di Udine un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Monza su richiesta della Procura della Repubblica di Monza, nei confronti di un cittadino italiano di 35 anni, gravemente indiziato del reato di truffa aggravata ai danni di un’anziana.

Le indagini, avviate nello scorso mese di aprile e coordinate dalla Procura di Monza, hanno consentito di raccogliere gravi elementi indiziari nei confronti dell’indagato, ritenuto responsabile di una truffa commessa ai danni di una donna di 69 anni residente a Monza.

Lo scorso 7 aprile la vittima, residente in zona Triante, veniva contattata telefonicamente da un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri, che le riferiva che un’autovettura con la stessa targa del veicolo in uso al marito era rimasta coinvolta in una rapina. Con tale pretesto l’interlocutore convinceva il marito della donna a lasciare immediatamente l’abitazione per recarsi presso la locale Stazione dei Carabinieri a chiarire la propria posizione. Nel frattempo, la donna veniva ripetutamente chiamata sia sull’utenza fissa che sul cellulare in modo da confonderla e non darle la possibilità di contattare le forze dell’ordine.

Pochi minuti dopo, approfittando dell’assenza del marito, un secondo soggetto, qualificatosi anch’egli come appartenente all’Arma dei Carabinieri e successivamente identificato come l’odierno destinatario della misura cautelare, si presentava presso l’abitazione della vittima. L’uomo, con il pretesto di dover verificare la provenienza dei gioielli custoditi in casa al fine di escludere che fossero gli stessi oggetto della rapina, riusciva a farsi consegnare tutti i monili preziosi presenti nell’abitazione, compresi quelli custoditi all’interno della cassaforte, tra cui anelli, collane, bracciali e orologi in oro, per un valore complessivo stimato tra i 35.000 e i 40.000 euro. L’autore della truffa, dopo essere uscito dall’abitazione, si allontanava e, a distanza di qualche chilometro, entrava in un negozio e acquistava una valigia, al cui interno occultava la refurtiva.

L’attività investigativa ha consentito di identificare il presunto autore del reato attraverso una pluralità di elementi, tutti convergenti. In particolare, determinanti sono risultati l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell’abitazione della vittima e all’interno di un bar adiacente in cui l’autore della truffa si era recato prima di commettere il reato, l’individuazione fotografica effettuata dalla persona offesa e, soprattutto, il rinvenimento di tracce riconducibili all’indagato sulla parte interna dello sportello della cassaforte, repertata dal personale della Polizia Scientifica.

Sulla base degli elementi raccolti, il Gip presso il Tribunale di Monza ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, già gravato da precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. La misura è stata eseguita presso la Casa Circondariale di Udine, dove l’uomo, originario della provincia di Salerno, si trovava già detenuto in quanto arrestato lo scorso 16 aprile dai Carabinieri per un’analoga truffa commessa in quella provincia.