Tre vite spezzate e un sospettato sparito nel nulla: è caccia all’uomo

Gli investigatori stringono il cerchio su Shahadat Hossain ricercato per il triplice omicidio. Ancora grave il figlio sopravvissuto.

Roma – Nell’appartamento di una palazzina di via Montiglio, a Casalotti, venerdì sera sono stati uccisi a colpi di mannaia Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosne Jahan Momotaj e la loro figlia di appena 8 anni, Arowa. L’unico sopravvissuto è il figlio ventenne della coppia, che ha cercato di fermare l’aggressore prima di riuscire a fuggire, gravemente ferito.

A dare l’allarme sono stati i vicini, insospettiti dalle urla provenienti dall’abitazione. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto hanno trovato il ragazzo davanti all’ingresso del condominio, ferito e sotto choc. Trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per una frattura al cranio con ematoma. Ha riportato anche altri traumi in diverse parti del corpo. Le sue condizioni restano serie e la prognosi è ancora riservata, anche se sarebbe vigile e orientato. Sarà ascoltato dagli investigatori non appena i medici daranno il via libera.

Per il resto della famiglia, invece, non c’è stato nulla da fare.

Sul luogo della strage gli specialisti della polizia scientifica hanno lavorato per ore, raccogliendo tracce di sangue sia all’interno dell’appartamento sia sulle scale del palazzo. Gli investigatori hanno sequestrato la presunta arma del delitto, una mannaia lasciata dall’assassino prima della fuga, oltre a una felpa insanguinata trovata in un parcheggio poco distante.

Le indagini della squadra mobile e della Procura di Roma si sono concentrate fin dall’inizio sulla cerchia di conoscenze della famiglia. Il principale sospettato è Shahadat Hossain, 43 anni, connazionale delle vittime e considerato da tutti un amico di casa. L’uomo è attualmente ricercato con l’accusa di triplice omicidio e lesioni. La sua fotografia e le generalità sono state diffuse dalla polizia, che invita chiunque abbia informazioni utili a contattare immediatamente il 3346903295 della squadra mobile della Questura di Roma.

Le ricerche non conoscono soste. Gli investigatori stanno battendo diverse piste anche con l’ausilio di droni in varie zone del Lazio. Nelle scorse ore è scattato anche un controllo su un treno Frecciarossa fermo alla stazione di Bologna, dopo la segnalazione di un passeggero molto somigliante al ricercato. Alla fine, però, si è rivelato un vicolo cieco.

Sul fronte del movente prende sempre più corpo l’ipotesi che dietro la strage ci fosse una vera e propria ossessione nei confronti della moglie di Kamal. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte dagli investigatori, Hossain da mesi frequentava spesso la donna. In molti, all’interno della comunità bengalese, li vedevano passeggiare insieme o fare la spesa e qualcuno era arrivato a credere che tra loro ci fosse una relazione. Persino pochi giorni prima del delitto il sospettato avrebbe cenato insieme all’intera famiglia.

Un dettaglio che gli inquirenti stanno passando al setaccio è anche un messaggio pubblicato su Facebook il giorno prima dell’omicidio. Sul suo profilo, dove indicava di essere in una relazione aperta, Hossain aveva scritto un pensiero inquietante sulla morte, sostenendo che chi muore dovrebbe portare con sé anche i propri cari per evitare loro sofferenze. Un contenuto che, alla luce di quanto accaduto poche ore dopo, viene ora analizzato con particolare attenzione.

Chi lo conosceva lo descrive come una persona dai modi insoliti. Frequentava il quartiere, spesso girava in ciabatte e si fermava nei bar senza ordinare nulla, attirando più di uno sguardo.

Shahadat Hossain vive in Italia da diversi anni. Circa un anno fa aveva presentato una richiesta di protezione internazionale alla Questura di Frosinone, pratica che risulta ancora in fase di valutazione. In queste ore gli investigatori stanno ascoltando anche alcuni connazionali che in passato lo avevano ospitato, nella speranza di ricostruire i suoi ultimi movimenti e capire dove possa essersi rifugiato dopo essere sparito nel nulla.

Mentre la caccia al presunto assassino continua, dal Bangladesh il padre di Kamal ha lanciato un appello affinché venga fatta piena giustizia per il figlio, la nuora e la nipote, vittime di una tragedia che ha sconvolto non solo la comunità bengalese di Roma, ma l’intera città.