Duplice omicidio Moriconi, il cognato rompe il silenzio

Il racconto dell’uomo aggiunge nuovi dettagli sul rapporto familiare: “Gli davano noia, lui era un bonaccione”.

Lucca – Nuovi aggiornamenti sul caso relativo alla morte di Mirko Moriconi e della madre Kety Andreoni, rispettivamente di 24 e 52 anni. A rompere il silenzio è stato il cognato, facendo riferimento ad alcuni retroscena della famiglia.

La notizia ha subito scosso l’opinione pubblica. Pietro Moriconi, con il suo fucile regolarmente detenuto, ha ucciso moglie e figlio 24enne, per poi attendere l’arrivo dei carabinieri seduto sul muretto. Nessuna resistenza, solo l’ammissione:

“Mi sono liberato di loro”.

Da quel momento in poi si è cominciato a scavare nella vita della famiglia, nel tentativo di capire perché l’uomo di 63 anni, operaio edile e ben voluto, avesse preso la decisione di porre fine alla vita dei suoi congiunti. Un dramma che si è consumato in pochi secondi probabilmente a seguito dei continui litigi intercorsi tra Pietro e il figlio. Quanto detto trova conferma in un post che Mirko aveva pubblicato sui social nel 2022, dove si faceva chiamare Michelangelo Andreoni, scegliendo il cognome della madre. Qui la vittima faceva riferimento alla frattura nel rapporto con il padre:

“È brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay”.

D’altro canto, però, la mamma era sempre stata al suo fianco, difendendolo anche contro il padre, continuando a essere il punto di riferimento del figlio e sostenendo anche la sua decisione di voler avviare un percorso di transizione. Già da tempo, infatti, il 24enne aveva cambiato il suo look, rendendo manifesta la sua intenzione di riconoscersi in una donna e volendo rendere tutto questo definitivo.

Il duplice omicidio, infine, si è consumato intorno alle 14.30 della giornata di ieri, dopo che il figlio Mirko era rientrato da casa di una zia che abitava nelle vicinanze. Ad aggiungere un nuovo tassello alla drammatica vicenda arriva il racconto del cognato Giovanni Mallegni che, intervistato recentemente, ha fatto riferimento a dissapori tra Pietro, la moglie e il figlio:

“Gli davano noia. Lui era un bonaccione, lo dicono tutti, ma non ne poteva più”.

Stando al racconto del cognato, infatti, sembrerebbe che all’interno della casa il clima di tensione fosse andato ben oltre le aspettative, con litigi costanti e non solo:

“Lo volevano anche picchiare. Quando a volte veniva a casa mia – ha spiegato Mallegni – si vedeva che c’era qualcosa che non andava e anche mia moglie mi diceva: speriamo che Pietro non combini qualcosa”.