Dimesso dall’ospedale in piena notte, viene trovato morto tra le ambulanze

Pierre Mascarin, 64 anni, era stato portato in pronto soccorso dopo due malori. La famiglia ha presentato denuncia in Procura.

Pordenone – Entra al pronto soccorso dopo un malore che lo ha lasciato rigido e privo di sensi sul divano di casa, viene dimesso nel cuore della notte, e poche ore dopo il suo corpo viene ritrovato senza vita tra due ambulanze parcheggiate nel buio del vecchio ospedale. È la fine di Pierre Mascarin, 64 anni, di Azzano Decimo, una fine che ha il sapore amaro del giallo e che oggi porta una famiglia distrutta a pretendere risposte da chi avrebbe dovuto proteggerlo.

La vicenda ha inizio martedì, in una giornata segnata dall’afa che sta piegando il Nordest. Al mattino la suocera trova Pierre svenuto in terrazza, disteso sotto il tavolo. Viene chiamata l’ambulanza, ma dopo una prima visita l’uomo si riprende e rifiuta il trasferimento in ospedale. Un malore da caldo, si pensa. La famiglia gli raccomanda di bere, prendere sali minerali, restare al fresco.

Ma la sera, intorno alle 21.40, la scena si ripete in forma più violenta. Pierre è sul divano con la compagna Sonia e la madre di lei, stanno guardando la televisione. Un rantolo, poi il silenzio: l’uomo non risponde, il corpo è rigido. La compagna chiama il 118. Gli operatori arrivano in fretta, Mascarin nel frattempo si riprende e anche stavolta vorrebbe restare a casa. Ma questa volta i sanitari insistono e lo caricano sull’ambulanza. “Vai, fai tutti gli esami, poi chiamami e qualcuno verrà a prenderti”, lo rassicura Sonia.

Quella telefonata non arriverà mai. Né da lui, né dall’ospedale.

Pierre viene ricoverato al pronto soccorso del Santa Maria degli Angeli di Pordenone. Trascorre alcune ore sotto osservazione. Poi, all’una di notte, esce dalla struttura. Da solo, nel buio. I familiari non vengono avvisati. Nessuno li chiama per dire che quell’uomo – invalido, con diabete e altre patologie pregresse – sta per ritrovarsi in strada a quell’ora.

Alle 3.15 di mercoledì un passante lo trova in via Montereale, riverso nell’area di sosta delle ambulanze, nella parte storica dell’ospedale. Tra le mani stringe dei fogli, forse le carte della visita o il foglio di dimissione. Non si saprà con certezza: è tutto sotto sequestro. Pierre Mascarin è morto.

Alle 5 del mattino squilla il telefono a casa. È la polizia. Sonia viene informata che il suo compagno è stato trovato senza vita. “Vado io in ospedale”, dice Luana, sorella di Sonia, che vive a Roveredo. Al pronto soccorso le dicono solo che Pierre non è lì. Per il resto, deve parlare con gli agenti. “L’hanno trovato dietro al vecchio pronto soccorso – racconta a Il Gazzettino dove c’è una stradina a senso unico. Nella curva c’è uno spazio per due ambulanze: è stato trovato lì. Mi hanno detto che aveva vagato per 20 minuti“.

Nato a Parigi da genitori azzanesi, Pierre viveva con Sonia e la madre di lei in via Fratte, ad Azzano Decimo. Era un alpino dal cuore grande, sempre presente alle adunate – l’ultima proprio a Pordenone. Aveva vissuto a lungo a Polcenigo con la compagna, prima di trasferirsi accanto alla suocera che aveva bisogno di assistenza.

La famiglia, attraverso l’avvocato Tomas Trevisiol del Foro di Udine, ha presentato denuncia alla Procura di Pordenone, che ha aperto un fascicolo. Le domande sono semplici e pesanti come macigni: perché Pierre è stato lasciato uscire da solo, di notte, in condizioni probabilmente confusionali? Perché nessuno ha chiamato i familiari? Chi ha deciso che quell’uomo poteva tornare a casa sulle proprie gambe?

“Davanti alla morte siamo impotenti, quello che è successo sembra un brutto sogno, dice Luana. “Vogliamo sapere cosa è accaduto dal momento in cui è uscito dal pronto soccorso, da solo in piena notte, probabilmente in uno stato non cosciente“.

La compagna Sonia ha affidato il suo dolore ai social: “Sono giorni di lutto per me. Il mio amato alpino è andato troppo presto, troppo giovane, con un nipote in arrivo che non conoscerà mai. Sto cercando una tua foto per l’epigrafe: mi assalgono mille ricordi e un nodo mi stringe alla gola. Riposa in pace Pierre, rimarrai per sempre nel mio cuore”.