Schiamazzi, rifiuti, lanci temerari e un gommone rubato. I residenti sono esasperati e la sindaca di Riomaggiore chiede aiuto al Prefetto.
La Spezia – Un gommone-tender rubato dal porticciolo in pieno giorno, una gita improvvisata al largo e poi il litigio con i residenti e i carabinieri, costretti a riportare a terra i due giovani e a farsi restituire lo scafo. Due ragazzi appena maggiorenni, residenti a Massa, sono stati denunciati per furto d’uso e minaccia. Più una bravata che un crimine, eppure è bastata a far esplodere la rabbia di un intero borgo. Perché a Manarola, gioiello delle Cinque Terre patrimonio Unesco, l’episodio del gommone è solo l’ultimo fotogramma di un’estate che i residenti definiscono già invivibile.
Il fenomeno ha un nome che ormai circola su tutti i giornali locali: i “maranza“. Giovanissimi tra i 16 e i 20 anni, arrivano in treno dai territori limitrofi — alta Toscana, Lunigiana, Parmense — e si fanno sentire già sui vagoni, fra urla e casse portatili a tutto volume. Il Circolo Pescatori di Manarola, tramite il presidente Roberto Benevenuto, ha segnalato scene che si ripetono quasi ogni giorno: “Alla marina gruppi di 20 o 30 ragazzi si gettavano in mare contemporaneamente dallo scoglio, mentre altri si lanciavano dal muretto sotto il paranco di alaggio dei natanti“, a un’altezza che supera i dieci metri. Il tutto con un sottofondo di musica sparata a palla proveniente dallo scalo.
Una volta scesi alla marina, il copione è sempre lo stesso: birre stappate a raffica, spinelli fumati sugli scogli, un tappeto di rifiuti lasciato sulla banchina e tuffi spericolati dagli scogli e dal parapetto del porticciolo. In passato, il prezzo di quell’incoscienza è stato pagato caro: una turista americana a Riomaggiore ha battuto violentemente contro la scogliera rischiando di perdere un piede, e l’estate scorsa una ragazza ferita durante un tuffo è stata recuperata dai vigili del fuoco. “Se un tuffatore si fa male, e prima o poi avverrà, cosa succede se nello stesso momento un residente ha bisogno di essere soccorso?“, si chiede Benevenuto.
La sindaca di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia — il comune cui Manarola appartiene — non nasconde l’esasperazione. “Non ne possiamo più, inizia ad esserci una vera tensione. Vengono qui, fumano spinelli, sporcano e si tuffano dal paranco a oltre dieci metri d’altezza, magari ubriachi: creano una situazione di insicurezza e danno un’immagine sbagliata di noi ai turisti”, dichiara a La Repubblica.

La prima cittadina ha annunciato che chiederà la convocazione di un tavolo sulla sicurezza presso la Prefettura della Spezia. Gli abitanti, dal canto loro, hanno già lanciato una petizione — promossa sempre dal Circolo Pescatori e indirizzata al Comune, ai carabinieri e all’Area marina protetta del Parco nazionale delle Cinque Terre — in cui denunciano una situazione “non più tollerabile” e chiedono “un pronto e sollecito piano di interventi continuativi”. Lo scorso agosto, del resto, una maxi rissa tra due bande di giovani aveva già messo Manarola sotto i riflettori per le ragioni sbagliate.
Sia la polizia municipale che i carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Andrea Calicchia, stanno cercando la via della mediazione. Oltre ai presidi congiunti, sono state elevate sanzioni per disturbo della quiete pubblica e sequestrate le casse bluetooth, ma si prova anche il dialogo. “Proviamo a far capire loro la pericolosità dei tuffi e che certi comportamenti disturbano”, spiegano dalla Municipale. “Come dei bulli, vogliono apparire, magari filmarsi. Ma tentiamo di persuaderli”.
I carabinieri confermano: dalla domenica del gommone rubato non si sono registrati altri episodi gravi, ma le bravate continue hanno ormai esasperato residenti e turisti. La pagina Facebook Comunitas Manarolae documenta tutto con video che rimbalzano in rete, amplificando la percezione di un borgo che fatica a difendere la propria identità dalla maleducazione organizzata di chi arriva per una giornata e se ne va lasciando il caos.