L’ufficio postale si rifiuta di erogare i ratei dal 1° giugno, nonostante la Corte d’Appello abbia sospeso la sentenza esecutiva.
Catania – Un anziano di 80 anni, Giovanni Scaringi, si trova dal primo giugno scorso nell’impossibilità di riscuotere la propria pensione a causa di un blocco disposto dall’Ufficio Postale Catania 10, che subordina l’erogazione dei ratei a un’autorizzazione dell’Ufficio Pignoramenti interno di Poste Italiane. Una situazione che il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera del Foro di Catania, definisce manifestamente illegittima e che ha portato alla notifica di una diffida formale con ultimatum di tre giorni.
La vicenda trae origine da una procedura esecutiva avviata nei confronti di Scaringi dal proprio figlio. Già il 1° aprile 2026 l’anziano aveva contestato a Poste Italiane l’illegittimità del blocco, segnalando che le somme giacenti sul conto fossero inferiori alla soglia minima di impignorabilità stabilita dall’articolo 545 del codice di procedura civile. A complicare ulteriormente il quadro, il creditore procedente stava già ottenendo per altra via, tramite trattenuta diretta operata dall’INPS, le somme nei limiti consentiti dalla legge. Il blocco totale del rapporto postale risultava quindi privo di qualsiasi giustificazione, impedendo all’80enne di accedere persino ai ratei già al netto delle decurtazioni.
Nel frattempo la Corte d’Appello di Catania ha sospeso in via cautelare l’efficacia della sentenza posta a fondamento dell’esecuzione, rilevando che le ragioni di impugnazione di Scaringi appaiono assistite da immediato fumus boni iuris (verosimile esistenza di un diritto). Nonostante questo provvedimento, l’ufficio postale ha mantenuto il blocco invariato.
La diffida inviata dallo Studio Legale Lipera alla Direzione Centrale di Poste Italiane S.p.A. e all’Ufficio Pignoramenti chiede lo svincolo immediato delle somme e la ripresa dell’erogazione pensionistica entro tre giorni dal ricevimento dell’atto. In caso di inadempienza, il legale ha già ricevuto mandato per adire le autorità giudiziarie competenti, con richiesta di risarcimento del danno a carico di Poste Italiane. La perdurante inerzia sarà inoltre segnalata alla Banca d’Italia e alla Procura della Repubblica territorialmente competente.
“L’attuale indisponibilità delle somme determina la totale privazione dell’unica fonte di reddito del Sig. Scaringi” – ha dichiarato l’avvocato Lipera – con gravissime ripercussioni sulle condizioni di vita dell’anziano e sulla sua capacità di far fronte alle esigenze quotidiane più elementari”.