La piccola campionessa si stava allenando in bici quando un’auto ha invaso la sua corsia. La Procura di Trento indaga per omicidio stradale.
Trento – C’è una curva maledetta su una stradina tra i vigneti del Trentino, a Pressano, che sabato 20 giugno ha inghiottito il futuro di una ragazzina di 14 anni. Adele Cobelli, piccola campionessa della mountain bike, promessa luminosa dell’Asd Bike Movement Trentino Erbe, è morta sul colpo poco prima dell’una del pomeriggio, centrata in pieno da un’automobile che, secondo i primi accertamenti degli inquirenti, avrebbe invaso la corsia opposta travolgendola all’altezza di una curva di via Sant’Antonio, nei pressi dell’incrocio con via Clinga. Un impatto talmente violento da sbalzare il corpo della quattordicenne oltre il guardrail, facendola precipitare tra i vigneti sottostanti, dove i soccorritori l’hanno trovata ormai priva di vita.
La dinamica dello schianto è al vaglio della Procura di Trento, che ha immediatamente aperto un fascicolo per omicidio stradale. La ricostruzione, suffragata dai rilievi della polizia locale di Lavis e dei carabinieri, racconta di uno scontro frontale in un tratto che i residenti chiamano la “curva del Parcheggio di Pressano”: Adele stava scendendo verso valle in sella alla sua bicicletta, l’auto proveniva in salita dalla direzione opposta e avrebbe allargato troppo la traiettoria, invadendo la carreggiata e centrandola senza lasciarle scampo. Alla guida, un giovane del posto.
Sul luogo della tragedia si sono precipitati i sanitari del 118, un elicottero di soccorso, i vigili del fuoco volontari di Lavis e il personale degli psicologi dell’emergenza. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato vano: le ferite riportate nell’impatto erano troppo gravi, e il medico ha dovuto dichiarare il decesso.
Adele viveva con la famiglia nella vicina località di Masi, a poche centinaia di metri da quel punto maledetto. I genitori gestiscono l’azienda agricola “Eredi” poco più a monte, il fratello gareggia a sua volta in bicicletta. Quella per le due ruote non era un passatempo, ma un talento coltivato con dedizione feroce.
Lo scorso anno Adele si era laureata campionessa provinciale nella categoria Esordienti Donne del secondo anno, e nella stagione in corso aveva già collezionato podi e piazzamenti importanti anche fuori regione, tra le province di Udine e Bolzano, gareggiando tra le Allieve del primo anno. Frequentava le scuole superiori. Avrebbe compiuto 15 anni a dicembre.
La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità sportiva. La sua squadra, l’Asd Bike Movement Trentino Erbe, l’ha salutata con un messaggio che è un pugno nello stomaco:
“R.i.p. Nostra piccola grande Atleta, non abbiamo proprio parole“.

Per onorare la sua memoria, la Federazione Ciclistica Italiana ha disposto che nella giornata di domenica 21 giugno, prima di ogni competizione ufficiale su tutto il territorio nazionale, venga osservato un minuto di silenzio.
Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha espresso il cordoglio della giunta con parole amare: “Quanto avvenuto ci lascia sgomenti: per il Trentino è un altro, inaccettabile, dramma della strada, che ha per vittima ancora una volta una giovane ciclista. Come istituzioni e comunità trentina ci stringiamo attorno alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che sono colpiti da questa terribile perdita”.
Parole che pesano il doppio, perché il Trentino questa ferita l’ha già vissuta. Il 24 gennaio 2025, sulle strade di Palù di Giovo, un’auto aveva travolto e ucciso Sarah Piffer, 19 anni, altra promessa del ciclismo femminile, mentre si allenava insieme al fratello. Due ragazze, due biciclette, due strade di provincia, lo stesso destino.