Premio Giorgio Ambrosoli: assegnati a i riconoscimenti a 15 “esempi invisibili”

Al Piccolo Teatro consegnati i premi della dodicesima edizione dedicata alla tutela dello Stato di diritto. Tra i protagonisti la magistrata ecuadoriana Diana Salazar, il giornalista Giuseppe Fava, Alessandra Dolci e gli imprenditori dell’antiracket.

Milano – Si è svolta al Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa la cerimonia di consegna della XII edizione del Premio Giorgio Ambrosoli, manifestazione promossa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e dedicata alla valorizzazione di donne e uomini che si distinguono nella difesa dello Stato di diritto, dell’integrità e della legalità.

Il Premio contribuisce alla promozione della cultura dell’applicazione della legge attraverso l’identificazione e promozione di “esempi invisibili”, persone che nell’ambito della loro attività professionale si siano contraddistinte per la tutela dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali” di pericolo o di improprie pressioni contro la legge durante il loro operato.

L’edizione 2026 segna un nuovo passo nel percorso di crescita del Premio, rafforzando il proprio profilo istituzionale e ampliando lo sguardo alla dimensione internazionale. Tra i Premi Internazionali Speciali figurano l’ex Procuratrice generale dell’Ecuador Diana Salazar Méndez, impegnata nella lotta alla corruzione e ai narcotraffici, e i magistrati César Byron Suárez Pilay e Marcelo Vásconez, uccisi mentre svolgevano il loro lavoro contro la criminalità organizzata. Riconoscimento anche a Vanja Ćalović, simbolo della società civile montenegrina nella battaglia per la trasparenza e contro la corruzione.

Il Premio Giorgio Ambrosoli è stato assegnato anche al Sacrario dei Carabinieri, luogo della memoria dedicato ai militari caduti in servizio, mentre un omaggio speciale è andato al giornalista e scrittore Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia nel 1984, per il suo impegno nel raccontare i legami tra criminalità, economia e politica.

Tra i premiati anche Michela Buscemi e, alla memoria, Vita Rugnetta, figure simbolo del coraggio civile contro l’omertà mafiosa, e il progetto “Amministratori Sotto Tiro” dell’associazione Avviso Pubblico, che monitora le intimidazioni nei confronti degli amministratori locali.

Numerose le Menzioni Speciali, attribuite a personalità impegnate sul fronte della lotta alle mafie e alla corruzione: dalla manager ambientale Claudia Salvestrini all’imprenditore Vincenzo Francomano, dalla giornalista d’inchiesta Amalia De Simone ai magistrati Silvia Curione e Alessandra Dolci. Premiati anche la Federazione Antiracket Italiana (FAI) per il sostegno agli imprenditori che denunciano il racket e don Angelo Cassano, referente di Libera in Puglia.

Il Premio Giorgio Ambrosoli si conferma così un osservatorio privilegiato sulla difesa della Rule of Law, valorizzando le storie di chi, spesso lontano dai riflettori, contribuisce ogni giorno a rafforzare i valori della democrazia, della responsabilità civile e della giustizia.