Il partito di Meloni scende al 28,5%, Conte perde mezzo punto. Cresce l’alleanza di Fratoianni e Bonelli, ferma al 7% la forza verde-rossa.
Fratelli d’Italia lima ma non cede la vetta. L’ultimo rilevamento dell’Istituto Piepoli, condotto il 3 e 4 giugno, fotografa un centrodestra ancora solido ma con qualche incrinatura: FdI scende di mezzo punto al 28,5%, la Lega si ferma al 6%. Il vantaggio della maggioranza sulle opposizioni rimane netto e i dati rilevati prima dei risultati delle ultime comunali non risentono dell’effetto voto. Eppure, dopo mesi di sostanziale immobilità, anche movimenti minimi possono segnalare qualcosa.
Resta aperto un paradosso che i numeri continuano a certificare: le piazze contro il governo sono state spesso affollate, il dissenso sui social appare diffuso e rumoroso, eppure nei sondaggi tutto questo non lascia tracce rilevabili. Il consenso all’esecutivo regge, impermeabile alla pressione della piazza.
Nel centrosinistra il Pd si stabilizza al 21%, abbastanza per tenere il ruolo di prima forza d’opposizione, non abbastanza per insidiare Meloni. Il dato più interessante arriva da Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 7% confermando una traiettoria di crescita continua: Fratoianni e Bonelli sembrano riuscire ad attrarre quella parte di elettorato progressista sensibile a temi ambientali, sociali e del lavoro, consolidando un peso specifico che fino a pochi anni fa sembrava impensabile per quella area politica.
Il Movimento 5 Stelle perde mezzo punto e si attesta al 12,5%. Terza forza del Paese, ma con una crescita che stenta a ripartire nonostante il recupero registrato nell’ultimo periodo. Nel centrodestra, Forza Italia tiene all’8,5% e conferma il sorpasso sulla Lega ormai diventato strutturale: il partito di Salvini insegue, quello di Tajani si è stabilizzato come secondo pilastro della coalizione di governo.