Le organizzazioni sindacali sollecitano TIM e istituzioni: continuità delle attività per evitare nuovi rischi occupazionali.
Potenza – Le Organizzazioni Sindacali SLC CGIL, FISTel CISL, UILFPC e UGL Telecomunicazioni esprimono apprezzamento per l’attenzione dedicata oggi dal Consiglio Comunale di Matera alla vertenza CallMat, una questione che continua a destare forte preoccupazione per il futuro occupazionale di centinaia di lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie.
Nel corso del confronto sono state richiamate le diverse ipotesi di intervento volte a garantire nuove prospettive al sito produttivo: percorsi di riqualificazione professionale, progetti di digitalizzazione, investimenti, innovazione e riconversione delle attività. Si tratta di strumenti importanti che meritano di essere approfonditi e sviluppati attraverso un confronto serio tra istituzioni, parti sociali e imprese. Tuttavia, per le Organizzazioni Sindacali esiste una priorità assoluta senza la quale ogni altra proposta rischia di perdere efficacia: il mantenimento degli attuali volumi di lavoro affidati a CallMat. La richiesta rivolta a TIM è chiara e non rinviabile.
Mantenere invariati i volumi di attività significa garantire la continuità occupazionale necessaria per consentire la costruzione di soluzioni concrete e sostenibili. Significa offrire il tempo indispensabile affinché possano trovare attuazione gli impegni già assunti dalle istituzioni e dai soggetti coinvolti nella vertenza. Senza questa garanzia, qualsiasi tavolo di confronto rischia di trasformarsi in una semplice gestione degli esuberi.
Con il mantenimento delle attività, invece, sarà possibile verificare lo stato di avanzamento dei progetti annunciati, a partire dagli interventi di digitalizzazione e riqualificazione professionale, e costruire percorsi che valorizzino le competenze e la professionalità maturate in anni di lavoro dalle lavoratrici e dai lavoratori di CallMat. La vertenza non riguarda esclusivamente il futuro di un’azienda.
Riguarda il destino produttivo e occupazionale di un intero territorio e chiama in causa la responsabilità di tutti gli attori coinvolti. In una fase di profonda trasformazione del settore dei contact center, segnata dall’automazione e dall’introduzione dell’intelligenza artificiale, è necessario governare il cambiamento attraverso investimenti, programmazione e responsabilità condivise, evitando che i costi della transizione ricadano unicamente sui lavoratori.
Per questo SLC CGIL, FISTel CISL, UILFPC e UGL Telecomunicazioni chiedono a TIM di confermare gli attuali volumi di attività assegnati a CallMat e sollecitano il Governo, la Regione Basilicata e tutte le istituzioni competenti a dare piena attuazione agli impegni assunti nei confronti dei lavoratori.
Solo garantendo la continuità del lavoro sarà possibile creare le condizioni per costruire un futuro occupazionale stabile e credibile. Il tempo necessario per realizzare nuovi progetti e nuove opportunità può essere assicurato soltanto preservando oggi i livelli occupazionali esistenti. Le Organizzazioni Sindacali continueranno a sostenere ogni iniziativa utile alla difesa del lavoro, dell’occupazione e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti nella vertenza.