I lavori sul pavimento storico scatenano l’ironia sui social per un dettaglio scomparso. Ma dietro la trasformazione c’è una spiegazione.
Milano – Negli ultimi giorni chi è passato sotto le volte della Galleria Vittorio Emanuele non ha potuto fare a meno di notarlo. Qualcosa nel celebre toro del mosaico sembrava cambiato. E parecchio. Tanto da accendere commenti, battute e qualche perplessità tra milanesi e visitatori.
Dopo i primi cinque giorni di intervento sul pavimento storico, infatti, l’attenzione di tutti si è concentrata proprio sul simbolo portafortuna più famoso della città. Sui social e tra i passanti è rimbalzata una domanda tanto curiosa quanto ironica: che fine hanno fatto i famosi attributi del toro?
A far nascere il caso è stata soprattutto la zona più fotografata del mosaico, quella che da decenni viene consumata dal tradizionale rito scaramantico del giro sul tallone. Anno dopo anno, migliaia di persone hanno lasciato il segno, logorando progressivamente le tessere originali. Con l’avvio del restauro, però, l’aspetto dell’animale è apparso diverso e qualcuno, scherzando ma non troppo, ha parlato di una vera e propria trasformazione del toro in un bue.
In realtà, a quanto spiegano dagli ambienti che seguono i lavori, non c’è alcun mistero da risolvere. Né tantomeno una clamorosa “sparizione“. Le parti finite al centro delle discussioni sono ancora lì, ma oggi risultano molto meno evidenti perché realizzate con tonalità più vicine al resto del corpo dell’animale.
Un dettaglio che, tra l’altro, non rappresenterebbe una novità. Alcune immagini scattate anni fa mostrano infatti una situazione molto simile a quella attuale. Insomma, più che un colpo di scena sembra trattarsi di un effetto ottico amplificato dalle nuove tessere e dai colori riportati alla loro configurazione originaria.
Resta invece aperto il dibattito sul sottopancia color amaranto, altro particolare che non è passato inosservato e che continua a far discutere. Per il momento, però, una cosa appare chiara: il toro simbolo della Galleria non ha perso la sua identità. Bisognerà soltanto aspettare che il cantiere faccia il suo corso e che ogni tassello torni al proprio posto. Poi si vedrà se i commenti lasceranno spazio, ancora una volta, ai rituali della tradizione.