Atti osceni davanti a una minorenne, arrestato psicoterapeuta dei vip

L’uomo, di 42 anni, è finito ai domiciliari. La difesa parla di un fraintendimento dovuto a una dermatite, ma il Gip replica: “Inverosimile”.

Roma – Si è appostato nel primo pomeriggio nei pressi di una fermata dell’autobus, a pochi metri da due complessi scolastici della Capitale, compiendo atti osceni davanti a una studentessa minorenne. Un uomo di 42 anni, noto psicoterapeuta con una clientela composta anche da vip e calciatori, è stato arrestato dagli agenti della polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Roma, Paola Della Monica. Per il professionista, che registra già una precedente condanna definitiva a un anno e otto mesi per corruzione di minori (reato per il quale era tornato in libertà), sono stati disposti gli arresti domiciliari.

I fatti contestati dagli investigatori si sono consumati lungo via Collatina, all’altezza del civico 293, in un quadrante densamente frequentato da studenti. L’indagato è entrato in azione intorno alle ore 14:30, un orario strategicamente coincidente con il termine delle lezioni e l’uscita degli alunni dai vicini istituti della zona, tra cui l’istituto comprensivo “G. Gesmundo” e la scuola media “Salvo D’Acquisto”.

Secondo quanto ricostruito nel provvedimento cautelare, il 42enne, che si trovava alla guida di una Peugeot 208, avrebbe accostato il veicolo e arrestato la marcia a ridosso della banchina dove la minore si trovava da sola in attesa del mezzo pubblico. Una volta posizionato il mezzo, l’uomo avrebbe iniziato a compiere gli atti sessuali espliciti dinanzi alla giovane.

Nonostante lo spavento iniziale, la studentessa ha reagito prontamente, affrontando l’automobilista con urla e insulti. La ferma reazione della ragazza ha indotto l’indagato a desistere e ad allontanarsi rapidamente a bordo della propria vettura. La denuncia presentata formalmente dalla minore subito dopo l’accaduto ha attivato gli accertamenti della polizia, che in breve tempo è risalita alla tesi di identificazione del terapeuta tramite la targa dell’auto e le descrizioni fornite.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, la difesa del professionista ha tentato di smontare il quadro d’accusa parlando di un clamoroso fraintendimento da parte della studentessa. L’indagato ha infatti riferito ai magistrati di soffrire da tempo di una forma di dermatite localizzata nella zona genitale, patologia cronica capace di scatenargli attacchi di prurito improvvisi e ritenuti insopportabili. A detta del 42enne, i movimenti sussultori compiuti all’interno dell’abitacolo non avevano alcuna matrice a sfondo sessuale, ma erano unicamente finalizzati a trovare un momentaneo sollievo fisico dal fastidio cutaneo.

Una ricostruzione medica che è stata però respinta con fermezza dal Giudice per le indagini preliminari, Paola Della Monica, la quale ha bollato la tesi difensiva come “contraddittoria e inverosimile”. Nelle motivazioni dell’ordinanza che ha riaperto per lui le porte della detenzione, seppur domestica, il magistrato ha sottolineato come la meticolosa descrizione della condotta offerta dalla testimonianza della vittima, unita al contesto ambientale e temporale – l’accostamento mirato alla fermata dell’autobus di una minorenne isolata – risultino logicamente e totalmente incompatibili con la spiegazione clinica fornita dall’indagato.