Ha un infarto in strada: passanti si alternano col massaggio cardiaco e lo salvano

La centrale Sores Fvg ha guidato i soccorritori al telefono. Dopo 24 minuti di rianimazione alternata il cuore è tornato a battere.

Udine – Una catena di solidarietà e prontezza ha salvato la vita a un uomo di 64 anni, colto da un arresto cardiaco improvviso nel pomeriggio di giovedì mentre passeggiava per le vie di Lignano Sabbiadoro. L’intervento tempestivo di un gruppo di passanti, coordinati al telefono dalla centrale operativa, ha evitato il dramma, permettendo all’uomo di salvarsi.

Non appena l’uomo si è accasciato al suolo portandosi le mani al petto, i presenti hanno allertato il 112, attivando immediatamente i soccorsi per codice rosso. Un sanitario della centrale operativa Sores Fvg è rimasto in linea con i passanti, guidandoli passo dopo passo nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare (Rcp).

Data la natura logorante del massaggio cardiaco, i cittadini si sono alternati nel praticare le manovre, sostenendosi a vicenda in attesa del personale medico. Gli agenti intervenuti sul posto si sono integrati nella staffetta di soccorso, portando con sé un defibrillatore automatico esterno (DAE) in dotazione.

Per ben 24 minuti, la combinazione di sforzi tra passanti, poliziotti e i primi sanitari giunti con ambulanza e automedica è proseguita senza sosta. È stata una scarica del defibrillatore a permettere al cuore del 64enne di riprendere a battere spontaneamente.

Una volta stabilizzato, il paziente è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico di rivascolarizzazione coronarica. L’uomo si trova ora in netto miglioramento. La tempestività delle manovre ha scongiurato il rischio di ipossia cerebrale, preservando le funzioni neurologiche del paziente.

Il direttore della Sores Fvg, Giulio Trillò, ha espresso un sentito ringraziamento a tutti i cittadini che non si sono tirati indietro, sottolineando come la “catena della sopravvivenza” necessiti di anelli robusti in ogni sua fase: “La partecipazione di tutti è, dunque, fondamentale. Inoltre sono altrettanto importanti: una capillare formazione, la rete di Dae presenti sul territorio, gli strumenti tecnologici a disposizione. Fanno la differenza nel migliorare la sopravvivenza”.