Sotto la minaccia delle armi, le due donne sono state costrette ad aprire la cassaforte: il bottino ammonta a tre milioni di euro.
Forte dei Marmi – Un assalto brutale, pianificato nei minimi dettagli da una banda di professionisti del crimine, ha trasformato una villa di Forte dei Marmi nel teatro di un sequestro lampo. Due donne di origini russe, madre di 80 anni e figlia di 50, sono state tenute in ostaggio con una pistola alla tempia per l’intera durata della rapina, conclusasi con un bottino milionario. La polizia è ora sulle tracce dei malviventi, che gli inquirenti ritengono appartenere a un gruppo criminale dell’Est Europa.
Il colpo, come riporta La Nazione, è avvenuto in una delle strade limitrofe al centro cittadino, secondo una dinamica che denota uno studio preventivo delle abitudini delle vittime. La madre era uscita di casa per prelevare alcune casse d’acqua quando è stata sorpresa dai banditi. E’ stata quindi minacciata con la pistola e spinta con la forza all’interno dell’abitazione, dove si trovava la figlia. Entrambe le donne sono state segregate e costrette, con l’arma puntata alla tempia, ad aprire la cassaforte di famiglia.
I malviventi hanno fatto razzia di gioielli preziosi, ingenti somme di denaro contante e borse di marchi di alta moda. Secondo una prima stima, il valore totale del bottino ammonta a circa tre milioni di euro. Le modalità dell’azione suggeriscono che i quattro componenti della banda non fossero improvvisati.
I rapinatori agivano a volto coperto da passamontagna e indossavano guanti per non lasciare impronte digitali. Prima di darsi alla fuga, i malviventi hanno asportato la “scatola nera” del sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, in modo da non lasciare tracce.