Il caso rischiava l’archiviazione perché il pm ipotizzava la “mancata percezione del dissenso”. Il Gup, invece, ha ordinato il processo per il presunto aggressore, identificato dalla vittima sui social.
Torino – Quattro anni di attesa, una richiesta di archiviazione respinta e un’imputazione coatta: si è sbloccato così il percorso giudiziario per una giovane torinese, oggi 23enne, che denunciò di essere stata violentata nel 2021, quando era ancora minorenne. Il Gup di Torino ha disposto il rinvio a giudizio per il presunto aggressore, un uomo di 33 anni, nonostante la reiterata resistenza della Procura che aveva chiesto prima l’archiviazione e poi il proscioglimento dell’imputato.
I fatti, come ricostruisce Il Corriere della Sera, risalgono all’estate del 2021, durante una serata tra i locali della movida torinese. La vittima, all’epoca 17enne, si trovava con tre amiche tra San Salvario e piazza Vittorio quando il gruppo conobbe quattro ragazzi più grandi. La serata proseguì nell’abitazione di uno di questi ultimi.
Secondo la denuncia, la ragazza, stordita dall’alcol e sdraiata su un letto, sarebbe stata raggiunta dal 33enne che l’avrebbe violentata approfittando del suo stato di incoscienza. Subito dopo l’accaduto, la giovane chiese aiuto alle amiche e abbandonò l’appartamento in stato di shock. Il silenzio durò mesi, finché la ragazza non si confidò con un’insegnante, facendo scattare la denuncia d’ufficio.
Nonostante l’identificazione certa del presunto aggressore tramite i social network già nel 2022, il fascicolo è rimasto fermo per oltre due anni. All’inizio del 2025, il magistrato titolare dell’inchiesta aveva chiesto di chiudere il caso, sostenendo che non vi fossero elementi sufficienti per identificare l’autore e, soprattutto, che l’uomo potesse “non aver avuto la percezione del dissenso” della giovane, dato il contesto conviviale e il consumo di alcol.
L’avvocato della vittima, Eleonora Minò, si è fermamente opposta a tale lettura, ottenendo dal Gip l’ordine di imputazione coatta. In udienza preliminare, la Procura ha nuovamente chiesto il proscioglimento dell’uomo, ma il Gup ha deciso diversamente, fissando il processo.