La legge italiana prevede la non imputabilità per i reati contro il patrimonio commessi ai danni di un genitore.
Catania – Un colpo studiato nei dettagli, eseguito con l’uso di attrezzi professionali, che ha però rivelato un retroscena familiare amaro. La polizia di Stato ha risolto in tempi record un furto messo a segno in un appartamento del centro storico di Caltagirone, scoprendo che a guidare l’azione criminosa era stato il figlio minorenne della vittima, con la complicità di un coetaneo.
I due giovani erano riusciti a svaligiare due casseforti utilizzando un flex, asportando circa 100 grammi di monili d’oro e 20mila euro in contanti. Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato locale, si sono concentrate immediatamente sulle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona. L’analisi dei filmati ha permesso di identificare i due sospettati, entrambi minorenni.
Il figlio del proprietario dell’abitazione, resosi irreperibile subito dopo il furto, è stato intercettato dalla polizia ferroviaria alla stazione di Napoli Centrale. Al momento del fermo, il giovane era in possesso di una parte consistente del denaro contante sottratto al padre. Nonostante la gravità del fatto, la legge italiana prevede la non imputabilità per i reati contro il patrimonio commessi ai danni di un genitore. Per tale ragione, il ragazzo è stato riaffidato alla famiglia senza conseguenze penali.
Diversa la sorte per il secondo giovane coinvolto. La perquisizione domiciliare effettuata presso l’abitazione del complice ha dato esito positivo. Gli agenti hanno rinvenuto 98 grammi di oro e 10.800 euro in contanti, ovvero la quasi totalità della refurtiva mancante. Trattandosi di un soggetto estraneo al nucleo familiare della vittima, per lui è scattato l’arresto. Il Gip del Tribunale per i minorenni di Catania, su richiesta della Procura, ha convalidato il provvedimento disponendo la misura cautelare dei domiciliari.