Giordano (Ugl) evidenzia le difficoltà occupazionali e chiede strategie di lungo periodo per fermare la fuga dei giovani.
Matera – “Il 25 aprile in onore della cerimonia dell’81° anniversario della Liberazione a Matera, rappresenta una ricorrenza fondamentale della nostra storia nazionale, ma deve essere letto anche oggi come un richiamo concreto ai valori di libertà, democrazia e giustizia sociale che trovano pieno significato solo se tradotti nella vita reale delle persone”.
“Come Pino Giordano, segretario provinciale UGL Matera, ritengo che questa giornata debba diventare soprattutto un’occasione di riflessione sul presente del nostro territorio materano e dell’intera provincia, dove la questione del lavoro è sempre più centrale e urgente. Siamo fortemente preoccupati per una situazione occupazionale fragile: il poco lavoro esistente rischia di indebolirsi ulteriormente non solo per la crisi economica, ma anche per la crescente difficoltà a reperire manodopera e per lo spopolamento che continua a colpire le nostre comunità, soprattutto quelle interne. È un fenomeno che sta svuotando il territorio di energie giovani e competenze, mettendo in difficoltà imprese e settori produttivi”.
“Pur riconoscendo che l’attuale governo regionale sta mettendo in campo diverse azioni per sostenere lo sviluppo e il lavoro, la situazione resta complessa e richiede uno sforzo ancora più incisivo e strutturale. Non basta infatti intervenire sull’emergenza: serve una strategia di lungo periodo che renda il territorio attrattivo, stabile e capace di trattenere i giovani. Il 25 aprile, in questo senso, diventa un richiamo forte alla responsabilità collettiva”.
“Libertà e democrazia si difendono ogni giorno anche attraverso il lavoro, la dignità occupazionale e la possibilità per le famiglie di costruire un futuro nel proprio territorio. Nel materano e in tutta la provincia, è necessario rafforzare il dialogo tra istituzioni, parti sociali e mondo produttivo per costruire risposte concrete: più occupazione stabile, sostegno alle imprese, politiche contro lo spopolamento e valorizzazione delle risorse locali. Ricordare il 25 aprile significa quindi impegnarsi. E oggi questo impegno si traduce nella difesa del lavoro esistente, nella creazione di nuove opportunità e nella costruzione di condizioni che permettano al territorio materano di non perdere ulteriori energie vitali, ma di tornare a crescere in modo solido e duraturo”.