Contestazioni, corteo diviso e intervento delle forze dell’ordine: la giornata si trasforma in un caso nazionale.
Milano – In Porta Venezia il colpo d’occhio era quello delle grandi occasioni: migliaia di persone già alla partenza del corteo. Un clima da giornata importante, almeno sulla carta. Poi però la situazione ha iniziato a incrinarsi quasi subito, e la festa ha lasciato spazio a momenti di forte tensione.
A finire al centro delle contestazioni è stata la Brigata Ebraica. Nel mirino dei manifestanti, che – da quanto trapelato – l’hanno accusata di non rispettare gli accordi con le forze dell’ordine e di essersi posizionata davanti alle delegazioni dell’Anpi con bandiere israeliane. Da lì in poi la situazione è degenerata in fretta: fischi, cori, contestazioni sempre più insistenti. Insomma, l’aria si è fatta pesante in pochi minuti.
Il passaggio della Brigata si è bloccato poco dopo la partenza. Il corteo si è letteralmente spezzato in due tronconi, con una parte che ha proseguito verso piazza Duomo e il resto fermo sul posto per oltre un’ora e mezza. Una situazione surreale, con la marcia inchiodata e la tensione che saliva a vista d’occhio. Alla fine sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno scortato fuori lo spezzone contestato lungo via Senato.
Il commento di Emanuele Fiano è senza troppi giri di parole: una vergogna, mai vista una cosa del genere in cinquant’anni. Parole che danno il senso del clima respirato durante la giornata.
Nel frattempo la vicenda è arrivata fino ai vertici istituzionali. Il capo della polizia Vittorio Pisani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sono intervenuti telefonicamente durante l’incontro tra rappresentanti della Brigata, della comunità ebraica milanese e il questore Bruno Megale. Fiano ha raccontato di una conversazione molto netta, centrata sul problema dell’antisemitismo che viene definito ormai diffuso e da non sottovalutare.
Dal confronto è emersa anche la volontà di non archiviare tutto come un episodio isolato. Si parla già di come affrontare la prossima ricorrenza, con l’idea che certi segnali vadano letti per tempo.