Il fenomeno pare sia accaduto in un piccolo paese. Da controlli sommari effettuati i volatili presentano lesioni diverse su tutto il corpo. Colpa di bracconieri seriali?
Uno strano fenomeno sta interessando il Veneto: piovono piccioni! A volte la fantasia supera la realtà. Lo conferma la cronaca quotidiana in tutta la sua bizzarria e stravaganza, condita da un pizzico di fantasia. Che cosa è successo di tanto inconsueto? Pare che, da qualche tempo, piovano piccioni morti a Bojon, una frazione di 3519 abitanti del comune di Campolongo Maggiore, a sua volta parte della Città metropolitana di Venezia.
Il territorio di Bojon, totalmente pianeggiante come gli altri comuni della Laguna Veneta, è caratterizzato dalla presenza di scoli consortili limitrofi al fiume Brenta. Si trova nella zona sud-orientale della provincia veneziana, è prevalentemente agricolo, tipico dell’area veneta tra la laguna e la terraferma. Di primo acchito la notizia poteva pure essere una burla, anche per via dei vari significati del nome del piccolo paese.
Nel dialetto locale, Bojon viene usato, infatti, per descrivere qualcuno che esagera o si dà delle arie. Nella storia dell’umanità sono capitate piogge di pesci, rane, carne, girini o persino ragni. Si tratta di fenomeni rari ma reali, spesso causati da forti venti o trombe d’aria che risucchiano piccoli esseri viventi da specchi d’acqua o terreni, trasportandoli per chilometri prima di farli cadere. I bambini sono sembrati all’inizio incuriositi dall’accaduto per il fatto di aver visto in tv un film di animazione del 2009 dal titolo “Piovono polpette” una sorta di parodia del genere catastrofico.
Solo che tra polpette e piccioni morti la differenza è notevole. In realtà la situazione è seria, i residenti sono preoccupati e le autorità hanno allertato i controlli. L’apprensione è legata ad un possibile sorgente di infezione, malgrado, al momento, si stia brancolando nel buio. I piccioni sono tra gli inquilini più numerosi delle nostre città, ormai compagni quotidiani. Il problema scaturisce da un fatto di igiene e dal sovraffollamento.

Il guano che espellono può veicolare, secondo gli esperti, oltre 60 malattie, inclusi batteri e virus patogeni per l’uomo come salmonellosi, istoplasmosi, criptococcosi, clamidiosi e candida. Le loro polveri derivanti secche possono essere inalate, provocando infezioni respiratorie. Inoltre il secreto è ricco di acido urico ed è estremamente corrosivo. Questo causa gravi danni a edifici storici, monumenti, balconi, cornicioni e carrozzerie delle auto. Ed ancora i piccioni ospitano ectoparassiti che possono invadere le abitazioni, in particolare zecche, pulci, acari e cimici.
L’accumulo di guano, residui di cibo e piume creano un ambiente malsano che attira ratti, scarafaggi e altri insetti, aumentando il rischio sanitario. I nidi e gli escrementi intasano grondaie, pluviali e condotti di ventilazione, causando infiltrazioni d’acqua e danni strutturali agli edifici. Quindi la sovrappopolazione di piccioni in città trasforma questi volatili da semplici animali urbani a vettore di sporcizia e malattie, rendendo necessarie operazioni di pulizia e disinfestazione specializzate.
Il paese, abituato al solito tran tran ora, suo malgrado, si trova sotto le luci della ribalta, situazione di cui avrebbe volentieri fatto a meno. Si resta in attesa degli esami di laboratorio per decidere il da farsi. Secondo gli ornitologi, pur non essendoci tracce di arma da fuoco, gli esemplari presentano comunque lesioni di varia natura, che lasciano pensare ad un coinvolgimento umano! Ancora una volta l’intervento dell’uomo produce solo danni.