Il trapper Zaccaria Mouhib sottoposto al regime speciale in carcere: Niente tv, fornellino e corsi. La difesa presenta reclamo.
Lecco – Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) ha disposto l’applicazione del regime di “sorveglianza particolare” nei confronti di Zaccaria Mouhib, meglio noto come Baby Gang. Il trapper 24 anni, arrestato lo scorso 17 marzo nell’ambito di un’inchiesta della Procura, è stato descritto dalle autorità carcerarie come un soggetto “turbolento, refrattario alla disciplina” e dotato di un ascendente pericoloso sugli altri detenuti.
Secondo il decreto firmato il primo aprile 2026, la presenza dell’artista all’interno del carcere di Busto Arsizio rappresenterebbe un rischio concreto per l’ordine e la sicurezza, a causa di una presunta “spiccata personalità delinquenziale” e di atteggiamenti definiti arroganti e minacciosi verso il personale penitenziario.
Il provvedimento, che avrà una durata iniziale di sei mesi, impone al cantante una serie di pesanti limitazioni quotidiane volte a ridurre al minimo le interazioni e la possibilità di creare disordini. Innanzitutto, la detenzione sarà in una camera singola priva di fornellino, televisore, armadi o soprammobili. In cella sono ammessi solo il letto, una radio, un tavolo e uno sgabello.
E ancora: solo due ore d’aria al giorno e divieto assoluto di partecipare ad attività ricreative, culturali, sportive o alla socialità di sezione. Disposto anche il divieto di tenere oggetti che, data la sua “indole aggressiva”, potrebbero essere utilizzati come armi improprie.
A pesare sulla decisione del Dap sono stati diversi elementi accumulatisi nel tempo. Oltre alla diffusione sui social di video e foto che lo ritraevano durante precedenti periodi di detenzione – fatti per i quali era già stato denunciato – il decreto cita episodi recenti. Tra questi, un colloquio avvenuto il 31 marzo durante il quale il trapper sarebbe diventato aggressivo, insultando gli operatori e arrivando a scagliarsi contro un agente di polizia penitenziaria.
L’avvocato Niccolò Vecchioni ha già presentato reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Milano, chiedendo l’annullamento immediato del regime speciale. La difesa sostiene che il provvedimento manchi di basi logiche e oggettive, risolvendosi in una mera “formula di stile”. Secondo il legale, non vi sono elementi che provino l’effettivo “carisma” di Baby Gang sugli altri detenuti, né prove che sia lui il soggetto ritratto nelle immagini social contestate.
“La sorveglianza particolare – spiega la difesa – non può essere utilizzata come mezzo di correzione disciplinare aggravata”. Il reclamo punta a dimostrare che gli episodi citati non giustifichino un regime eccezionale che limita drasticamente i diritti fondamentali del detenuto in assenza di un pericolo attuale e documentato.