“Sei un fastidio”: madre indagata per maltrattamenti verso il figlio disabile

La donna, alla quale è stato imposto il divieto di avvicinamento, è accusata anche di estorsione aggravata e peculato: avrebbe sottratto migliaia di euro dalla pensione di invalidità.

Napoli – Una vicenda di abusi e sfruttamento familiare è emersa dalle indagini della Procura, portando all’emissione di una misura cautelare nei confronti di una donna napoletana di 59 anni. Il giudice per le indagini preliminari ha notificato alla donna il divieto di avvicinamento al figlio di 35 anni, con l’applicazione del braccialetto elettronico, ipotizzando i reati di maltrattamenti, estorsione aggravata e peculato.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal pm Valeria Vinci e dall’aggiunto Falcone, vi è la condizione di un uomo affetto da disabilità, che per anni sarebbe stato vittima di vessazioni psicologiche e spogliazioni economiche da parte della madre, arrivata a definirlo pubblicamente “un fastidio”.

Secondo l’ordinanza emessa il 2 aprile 2026 dalla giudice Fabrizia Fiore, la condotta della donna avrebbe inflitto al figlio una “sofferenza morale e psichica” devastante. Le continue offese e le minacce di cacciarlo di casa avrebbero provocato nell’uomo gravi somatizzazioni fisiche, tra cui stati d’ansia e vomito, rendendo la sua convivenza insostenibile. “Non sei mio figlio, se vivi con me devi pagare per mangiare”, era una delle frasi ricorrenti utilizzate per umiliare l’uomo e costringerlo a versare quote di denaro non dovute.

Le indagini hanno svelato un sistematico controllo sulla pensione di invalidità del 35enne, pari a circa 1.200 euro mensili. Nonostante nel febbraio 2022 la donna fosse stata nominata ufficialmente amministratore di sostegno, gli inquirenti contestano una gestione illecita dei beni del figlio. L’uomo veniva minacciato di sfratto se non avesse pagato un “affitto” alla madre, una pretesa che lo ha spinto, negli ultimi mesi, a cercare di provvedere a se stesso autonomamente.

Sotto la lente degli investigatori sono finiti diversi movimenti bancari effettuati tra gennaio 2021 e giugno 2025. In particolare, spicca un prelievo di 25mila euro datato 28 giugno 2024, legato a una polizza assicurativa di cui non è stata rinvenuta documentazione giustificativa.

La vittima, difesa dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, è riuscita a denunciare una situazione che si protraeva da anni. Il provvedimento giudiziario punta ora a tutelare l’incolumità e la dignità dell’uomo, ponendo fine a un isolamento che aveva trasformato il legame familiare in un vincolo di sopraffazione economica.