Le immagini choc di “Essere Animali” documentano pratiche di soppressione violenta e condizioni igieniche precarie.
Treviso – Un’indagine condotta dall’organizzazione “Essere Animali” ha portato alla luce le drammatiche condizioni di un allevamento intensivo, con circa 30mila conigli sono destinati alla grande distribuzione organizzata. Il materiale video diffuso mostra una realtà fatta di sofferenza sistematica: animali rinchiusi in piccole gabbie metalliche sospese, comportamenti stereotipati dovuti allo stress e una gestione delle carcasse che solleva gravi interrogativi sanitari.
Tra le criticità più severe documentate figurano metodi di soppressione irregolari, con animali sbattuti violentemente contro le strutture o il pavimento, e operazioni di disinfezione effettuate con fiamme libere e soffiatori a scoppio mentre i conigli sono ancora presenti, provocando panico e traumi.
L’indagine svela anche il duro regime a cui sono sottoposte le fattrici. Le femmine vengono sottoposte a cicli ininterrotti di inseminazione artificiale, con una nuova fecondazione che avviene appena undici giorni dopo il parto, mentre l’allattamento è ancora in corso. I piccoli vengono separati dalle madri da una lamiera, rimossa solo una volta al giorno per il nutrimento. Superati due cicli di fecondazione falliti, gli animali considerati “improduttivi” vengono immediatamente avviati al macello.
Il caso trevigiano è diventato il simbolo della nuova battaglia legale di “Essere Animali”. Lo scorso 12 marzo è stata depositata in Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a vietare definitivamente l’uso delle gabbie per tutte le specie allevate in Italia.
Da oggi è possibile sottoscrivere la proposta tramite la piattaforma digitale del ministero della Giustizia. L’obiettivo degli attivisti è raccogliere 50mila firme entro settembre per portare il testo in Parlamento. Secondo le stime attuali, in Italia sono ancora oltre 32 milioni gli animali – tra galline, conigli, scrofe e vitelli – costretti a vivere in spazi ristretti e privi di stimoli naturali.