L’annuncio pochi minuti prima della chiusura dei seggi per evitare ogni collegamento con il referendum. Il 28 marzo potrebbe già essere designato il successore.
Cesare Parodi ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dalla presidenza dell’Associazione nazionale magistrati. La comunicazione è arrivata al Comitato direttivo centrale pochi minuti prima delle 15, orario di chiusura dei seggi referendari: una scelta di tempistica tutt’altro che casuale, pensata esplicitamente per scongiurare qualsiasi collegamento tra la sua uscita e l’esito del voto sulla giustizia, qualunque esso fosse. Dietro le dimissioni non ci sono ragioni politiche né dissidi interni.
Colleghi di Parodi, sia a Torino che a Roma, confermano all’unisono: si tratta esclusivamente di motivazioni legate alle condizioni di salute di un familiare. “Massimo rispetto in questo momento”, è il messaggio che circola negli ambienti della magistratura associata.
Il suo ultimo intervento pubblico risaliva a circa 20 ore prima e aveva tutt’altro tenore. Parodi aveva usato i social per smontare una notizia falsa che stava circolando in diverse chat, dove venivano attribuiti al referendum in corso exit poll che davano il Sì al 60%. “Si tratta di un referendum precedente, che non c’entra nulla con quello odierno”, aveva scritto, aggiungendo che “il fatto in sé si commenta da solo”. Poi il silenzio, e infine la comunicazione al Comitato.
Eletto alla guida dell’Anm nel febbraio dell’anno scorso in sostituzione di Giuseppe Santalucia, Parodi lascia in uno dei momenti più carichi di tensione tra magistratura e politica. La nuova designazione potrebbe arrivare già il 28 marzo, con la prossima riunione del Comitato direttivo centrale.