Il cellulare del tranviere era attivo poco prima dell’impatto. La difesa punta sulla “sincope da dolore”, ma i dati della scatola nera saranno decisivi.
Milano – Le indagini sulla strage del tram linea 9, avvenuta lo scorso 27 febbraio in viale Vittorio Veneto, arrivano a uno snodo tecnico tanto preciso quanto drammatico. Al centro del “giallo” c’è un intervallo di tempo infinitesimale: 12 secondi. È questo il distacco tra la fine dell’ultima telefonata del macchinista, Pietro M., e il deragliamento che ha provocato 2 morti e oltre 50 feriti.
L’incidente, avvenuto all’incrocio con via Lazzaretto alle 16:11 e 25 secondi, è ora una sfida di cronometri tra l’accusa, che ipotizza una distrazione fatale, e la difesa, che sostiene la tesi del malore. I periti stanno analizzando i tabulati telefonici per ricostruire l’esatto comportamento del conducente prima dello schianto.
Dai primi rilievi, la chiamata di Pietro M. si sarebbe interrotta alle 16:11 e 13 secondi, ovvero solo 12 secondi prima del disastro. Un tempo ritenuto troppo breve per escludere che la conversazione abbia influito sulla reattività dell’uomo.
Gli avvocati dell’autista, però, sostengono che la telefonata sarebbe terminata prima, circa 90 secondi prima dell’impatto. Il collega all’altro capo del filo avrebbe riferito di aver salutato il macchinista senza ricevere risposta: un silenzio che, se confermato, proverebbe che l’uomo era già svenuto o in stato di incoscienza prima dell’incidente.
Il conducente stava parlando con un collega di questioni di servizio, in particolare della gestione della pedana per disabili. Proprio qui risiede il cuore della difesa: il macchinista sostiene di essersi ferito a un piede manovrando la pedana alla Stazione Centrale.
Il dolore “insopportabile” causato dalla ferita avrebbe innescato una sincope vasovagale, facendogli perdere i sensi mentre il tram era in marcia. Resta il fatto che l’uso del cellulare durante la guida non è consentito dal regolamento di servizio, a prescindere dal contenuto della chiamata.
Nonostante i dati telefonici siano indicativi, la verità definitiva arriverà dall’apertura della scatola nera del tram. Solo la telemetria potrà dire con certezza a che ora è iniziata la frenata (se c’è stata), la velocità esatta del mezzo al momento del deragliamento e, infine, se ci sono stati input manuali sui comandi negli ultimi istanti.
Cos’è la sincope vasovagale? Si tratta di una perdita di coscienza transitoria causata da un’improvvisa attivazione del nervo vago, che porta a un calo della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Può essere scatenata da stress emotivi o, come ipotizzato in questo caso, da un forte dolore fisico improvviso.