Blitz dei forestali in un’azienda agricola: asini, cani e maiali lasciati morire di fame. Sequestrati i superstiti, indagata la titolare.
Parma – Un cimitero a cielo aperto tra il fango e l’incuria. È lo scenario agghiacciante scoperto dai carabinieri forestali e dai veterinari dell’Ausl in un’azienda agricola della periferia ovest di Parma, ribattezzata la “fattoria degli orrori”. Una quarantina di carcasse in decomposizione e decine di animali stremati dalla fame sono il bilancio di un intervento che ha scosso profondamente la comunità locale.
L’ispezione, scattata il 13 marzo nell’ambito dei controlli per il benessere animale, ha portato alla luce una gestione definita “gravemente carente” e incompatibile con la vita. Gli operatori si sono trovati di fronte a una scena di degrado estremo, documentando una sofferenza diffusa che colpiva diverse specie.
Circa 40 carcasse di animali (asini, cani, maiali, pecore, capre e conigli) sono state rinvenute in vari stadi di decomposizione all’interno della proprietà. Numerosi animali vivi sono stati trovati in condizioni critiche, denutriti, senza acqua e con evidenti difficoltà di deambulazione.
Due cani, già recuperati dal canile comunale, erano rimasti senza cibo per settimane. I militari hanno disposto il sequestro preventivo di tutti gli esemplari rimasti, tra cui diversi cavalli, avviando il trasferimento verso strutture protette individuate dall’Ausl.
Gabriella Meo, garante del benessere animale del Comune di Parma, segue con apprensione le operazioni di messa in sicurezza e chiede che non si abbassi la guardia: “Numeri spaventosi. Adesso che i cavalli sono al sicuro, è necessario appurare se ci sono ancora altri cani in casa, come risulta dall’anagrafe canina. In situazioni di emergenza si deve chiedere aiuto, non tentare di seppellire tutto nel fango”.
La titolare dell’azienda è stata segnalata all’autorità giudiziaria e dovrà rispondere di accuse pesantissime: maltrattamento e uccisione di animali per le sofferenze inflitte e le morti accertate; detenzione incompatibile di animali per le condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di cure primarie; smaltimento illecito delle carcasse.