Milano “stupefacente”: nelle acque reflue volano i consumi di cocaina e ketamina

Anfetamine e cannabis presentano una diffusione più uniforme durante tutta la settimana, suggerendo un uso più legato alla quotidianità che allo svago occasionale.

Milano – Le fognature non mentono. Il nuovo rapporto europeo Wastewater analysis and drugs 2025, curato dal gruppo SCORE in collaborazione con l’Agenzia dell’UE sulle droghe (EUDA), traccia una mappa impietosa dei consumi di sostanze stupefacenti in 115 città. A Milano, i rilievi effettuati dall’Istituto Mario Negri rivelano un cambio di abitudini preoccupante: se l’ecstasy (MDMA) sembra aver perso appeal, la cocaina e la ketamina registrano un’impennata senza precedenti.

Lo studio, che ha monitorato una popolazione di circa 72 milioni di persone tra marzo e maggio 2025, utilizza l’analisi dei residui metabolici nelle acque di scarico come un “termometro” oggettivo dei consumi urbani.

I dati milanesi, commentati da Sara Castiglioni (Istituto Mario Negri), evidenziano tendenze specifiche per il capoluogo lombardo rispetto al resto d’Europa:

  • Cocaina: In costante aumento. Milano si conferma in linea con il trend europeo (+22%), con carichi elevati che non accennano a diminuire.
  • Ketamina: È la vera emergenza. Il consumo è in forte crescita, seguendo un boom europeo che segna un +41% in un solo anno.
  • Cannabis: In controtendenza rispetto ad altre metropoli, a Milano si registra una leggera diminuzione dei consumi.
  • MDMA (Ecstasy): Mentre nel resto d’Europa cala drasticamente (-16%), a Milano il consumo resta costante, segno di una tenuta del mercato del divertimento notturno.

L’analisi temporale rivela abitudini consolidate: oltre il 75% delle città mostra picchi di cocaina e MDMA tra il venerdì e il lunedì. Tuttavia, a differenza delle droghe “da party”, sostanze come anfetamine e cannabis presentano una diffusione più uniforme durante tutta la settimana, suggerendo un uso più legato alla quotidianità che allo svago occasionale.

Perché analizzare le acque reflue? Questo metodo permette di superare i limiti dei sondaggi tradizionali (dove spesso i consumatori omettono la verità) e fornisce dati in tempo reale. Il progetto, finanziato dal Dipartimento per le politiche contro la droga della Presidenza del Consiglio, serve a orientare le politiche di prevenzione e i servizi di soccorso sanitario, identificando tempestivamente l’arrivo di nuove sostanze o il ritorno di vecchie minacce.