Svelata una maxi-rete di sfruttamento di bambini, anche di soli 4 anni, per la produzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Un’inchiesta sconvolgente condotta dal programma d’approfondimento Mise au Point della televisione svizzera RTS ha fatto luce su un orribile traffico di materiale pedopornografico che ha il suo epicentro nelle Filippine. La rete, composta da familiari e conoscenti dei bambini vittime, produce e diffonde contenuti a pagamento per pedofili di varie nazionalità che possono assistere in diretta webcam agli abusi.
L’indagine è partita da un arresto avvenuto nel 2021 nel Canton Vaud, quando la polizia ha trovato sul cellulare di un uomo oltre 800 messaggi scambiati con contatti filippini. Emergeva che l’uomo pagava regolarmente alcune famiglie per ricevere filmati di stupri di minori, anche di soli 4 anni. Un copione ripetuto anche per un altro pedofilo del Canton Argovia, condannato solo a una multa e 150 giorni di ammenda per aver “assistito” agli abusi.
Le indagini hanno rivelato una vera e propria rete organizzata, in cui i consumatori finali, spesso uomini normali, entrano in contatto con le famiglie attraverso semplici chat sui social, per poi spostarsi su piattaforme di live streaming asiatiche dove avvengono le dirette dell’orrore. Stime inquietanti parlano di mezzo milione di bambini filippini vittima di abusi nel solo 2022.
La troupe di Mise au Point si è recata nelle Filippine per raccogliere le drammatiche testimonianze delle vittime sopravvissute. Storie terrificanti di violenze indicibili commesse dai loro stessi familiari (genitori, fratelli, zii), in cambio di pochi soldi. Una realtà che lascia sgomenti e che non può essere ignorata. Occorre agire con urgenza per fermare questo traffico dell’orrore.