Al 1° posto c’è l’Abruzzo poi Sicilia, Lombardia, Veneto, Campania e Puglia. Seguono altri 141 Comuni Plastic Free.
In aumento il numero dei Comuni italiani “liberi dalla plastica”. E’ senza dubbio un risultato molto lusinghiero il fatto che numerosi municipi si stiano dando da fare per tutelare l’ambiente dei loro territori, soprattutto per liberarsi dell’ingobraante e pericoloso componente. E’ un nuovo stile di vita orientato ad eliminare o ridurre l’uso della plastica, in particolare quella monouso (usa e getta), per contrastare l’inquinamento ambientale. Non implica la scomparsa totale del polimero ma la sostituzione consapevole con alternative sostenibili per tutelare l’ecosistema.
La Regione al 1° posto c’è l’Abruzzo, davanti a Sicilia, Lombardia, Veneto, Campania e Puglia. Sono 141 i Comuni che hanno superato il duro scoglio delle valutazioni di “Plastic Free Onlus”, un’associazione di volontariato italiana nata per contrastare l’inquinamento da plastica, in particolare quella monouso. Attraverso la sensibilizzazione nelle scuole e progetti istituzionali, mira a liberare l’ambiente dai rifiuti avendo già rimosso oltre 4 milioni di kg di plastica. Premia i Comuni virtuosi attraverso il riconoscimento “Comuni Plastic Free“.
Grande motivo d’orgoglio per l’associazione constatarne l’aumento per aver tagliato il traguardo. Se si pensa che solo nel 2022 erano 49 e oggi sono 141 c’è da essere soddisfatti del lavoro fatto. Oggi, 14 marzo, verrà consegnato l’ambito riconoscimento di “Plastic Free” ai Comuni meritori, al teatro Olimpico di Roma. Nel sistema di valutazione di Plastic Free Onlus, le tartarughe rappresentano il riconoscimento di virtuosità assegnato ai Comuni italiani che si distinguono per azioni concrete contro l’inquinamento da plastica. Il trofeo, raffigurante il noto anfibio, indica il livello di impegno raggiunto, basato su oltre 20 criteri, tra cui la gestione dei rifiuti e la riduzione della plastica monouso.
E’ stata scelta la tartaruga perché rappresenta un potente simbolo universale di longevità, saggezza, stabilità e protezione, venerata in molte culture come un portafortuna ancestrale. Grazie al suo tipico incedere lento, calmo, incarna la pazienza, la resistenza e la capacità di superare le difficoltà, rappresentando anche la connessione tra terra e cielo.
La valutazione si basa su quattro pilastri principali: contrasto all’abbandono dei rifiuti (uso di fototrappole, sanzioni), riduzione della plastica monouso negli edifici comunali, gestione dei rifiuti urbani e sensibilizzazione. La tartaruga marina è stata scelta dunque come simbolo perché fortemente minacciata dall’inquinamento da plastica nei mari. L’adesione al riconoscimento richiede la partecipazione alla Rete dei Comuni Plastic Free, che offre supporto per implementare azioni virtuose.

Questo sistema mira a incoraggiare le amministrazioni a migliorare il proprio territorio per l’ambiente e le generazioni future. L’associazione ha firmato oltre 500 protocolli d’intesa coi Comuni, coinvolgendo 350 mila studenti in oltre 4 mila incontri nelle scuole. L’aspetto critico non è la plastica, ma l’uso eccessivo che se fa e l’abbandono sconsiderato che ne consegue. Esiste una normativa apposita, la Legge 137/2003 in vigore dal 10 ottobre 2023, che ha inasprito le sanzioni per l’abbandono di rifiuti (inclusa la plastica) da parte di privati, trasformandolo da illecito amministrativo a reato penale, con un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, raddoppiata per rifiuti pericolosi.
E’ da segnalare l’inversione di tendenza in positivo di alcune Regioni meridionali, segno che il vento sta cambiando. E che la società civile quando si mobilita qualche risultato riesce ad ottenerlo. Ai primi posti risultano città come Roma, Milano, Torino e altre. Tuttavia non bisogna esaltarsi troppo perché l’inquinamento e il degrado ambientale non è dovuto solo alla plastica, ma alle polveri sottili, ai rifiuti tossici ed altre porcherie del genere.
Senza una soluzione complessiva si potranno pure avere Comuni liberi dalla plastica che è, comunque, un grande risultato ma le nostre città continueranno ad essere puzzolenti e mortifere.